5 suggerimenti e cose da sapere per la tua attività su Google My Business!

2 marzo 2016
by Andrea Carli
  • recensioni google maps

Una delle problematiche più comuni che mi trovo ad affrontare con i miei clienti è legato alla questione della scheda aziendale di Google My Business: tra informazioni errate, proprietari ignoti, recensioni e call center che vendono magici posizionamenti, questo articolo vuol’essere una semplice linea guida per imparare a conoscere e a utilizzare gli strumenti gratuiti che Google ci mette a disposizione per la nostra attività.

Questo anche perchè tra poche settimane, con l’arrivo della bella stagione, le attività si preparano a presentarsi al meglio agli occhi dei turisti e a delineare soluzioni e investimenti pubblicitari online. Ecco allora un piccolo vademecum di cose da sapere su Google My Business per la vostra attività, così da non farvi “pollare” 🙂

1. Google My Business è uno strumento gratuito!

Anche se l’ho scritto più volte, non mi stancherò mai di ripeterlo: la presenza online della vostra attività su Google è assolutamente gratuita. Tutto quello che vi serve è rivendicare la presenza online da www.google.com/business . Vi occorrerà soltanto una Gmail e in pochi minuti potreste rivendicare l’accesso della vostra scheda attività, o inserirla qualora non fosse già inserita.

2. Google non chiama mai per vendervi servizi

Moltissime aziende che si occupano di telemarketing, con l’arrivo della bella stagione, chiameranno nei vostri locali presentandosi come Google o come Google Partner. Quello che dovete sapere è che Google non chiamerà mai per vendervi servizi, e i Google Partners sono attività o consulenti che hanno acquisito una certificazione per Google Adwords, la pubblicità di Google. Purtroppo però, la maggior parte di “Google Partners” che si affidano al telemarketing, visti i costi che un call center comporta, sono quasi sempre grosse web agency che operano su scala nazionale con soluzioni pubblicitarie standardizzate e uguali per tutti.

Google Adwords è uno strumento fantastico e con un enorme potenziale, ma è fondamentale una analisi preventiva della vostra presenza online, risolvendo incongruenze e altre questioni che uno specialista può farvi notare (cosa che un’operatrice di un call center, pagata per ottenere un si o per un no, non può naturalmente fare, ne tantomeno un programmatore che fa siti web tutti uguali tra loro, uno dietro l’altro).

3. Nessuno può garantirvi un posizionamento migliore nei risultati di ricerca

telemarketing

Analogamente a quanto sopra, molte compagnie di telemarketing vi chiameranno per proporvi un miglioramento nei risultati di ricerca Google a un prezzo fisso. Questa cosa è assolutamente impossibile, nessuno può garantirvi un migliore posizionamento sui risultati di ricerca perchè come più volte Google ha spiegato, ci sono centinaia di parametri che influiscono nei risultati di ricerca e gli stessi risultati variano anche in base alla posizione dalla quale si effettua la ricerca. Basta andare sulla pagina di supporto Google per avere conferma:  https://support.google.com/webmasters/answer/35769?hl=it  e https://support.google.com/business/answer/6212928?hl=it , ecco un estratto:

  • Evita i trucchi per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca. Una buona regola generale è chiederti se ti sentiresti a tuo agio nello spiegare il tuo comportamento a un sito web concorrente o a un dipendente di Google. Un altro test utile consiste nel chiederti se quanto stai facendo sarà d’aiuto ai tuoi utenti e se lo faresti ugualmente se i motori di ricerca non esistessero

Infatti, la cosa da sapere è questa: Google vuol sempre fornire la migliore risposta per una domanda di un utente, aumentare la visibilità della propria attività in modo organico nei risultati di ricerca è un operazione molto lenta, che richiede un’analisi preventiva e non può essere certo sintetizzata con una qualunque cifra una tantum. Si tratta quindi di far comprendere nel miglior modo possibile ai nostri clienti cosa facciamo, quali sono i nostri servizi con informazioni complete ed accurate.

E, come rispondevano le estetiste ai loro clienti quando chiedono loro se le alghe dimagranti di Wanna Marchi servissero per dimagrire, la risposta è “NO, e se ci cascate i fessi siete voi!”

4. Assicuratevi sapere chi è il proprietario della vostra scheda My Business!

Altra cosa da sapere: nella scheda aziendale Google ci sono due livelli di accesso: proprietario gestore. Il proprietario dovrebbe essere colui che è il legittimo titolare dell’attività, mentre che il gestore potrebbe essere il vostro “social media manager” o la persona che segue per voi la presenza online e carica contenuti. Sappiate inoltre che solo chi è autenticato come proprietario può far partire le campagne di Adwords Express per la vostra attività e eliminare la scheda dalle Google Maps. Quello che succede spesso è che il vero titolare non ha accesso, nemmeno come gestore. In questo modo alcune agenzie chiedono un canone annuo per il mantenimento della presenza online su Google Maps e  in alcuni casi mi è capitato che alcune attività siano state effettivamente rimosse dalle mappe Google senza che il legittimo titolare ne fosse a conoscenza.

Come fare: se avete affidato la presenza online a una web agency locale, poco importa:può essere sufficente contattarli e chiedere il trasferimento della proprietà della scheda, o almeno chiedere di inserirci come gestori qualora utilizzino quell’account per campagne Adwords Express. Il problema a mio avviso avviene quando abbiamo affidato la presenza online a compagnie che operano su scala nazionale, e che quindi vi chiedono una tariffa annua comprensiva di tutto: sito e presenza web. Come spiegato poche righe sopra, qualora decidiate di non rinnovare più l’abbonamento annuo, di fatto è possibile che vi tolgano la vostra attività dalle Google Maps, e con essa il ranking, l’anzianità e le recensioni. Agli occhi di Google, stando al’ultima telefonata fatta al supporto telefonico di Google My Business, il proprietario della scheda è chi la crea e non chi lo è effettivamente, e quindi l’operazione di rimozione nelle Mappe è moralmente scorretta ma comunque legittima.

Se siete in questi casi e non avete idea di chi possa avere accesso alla vostra scheda Google, potete risolvere cosi: una volta fatto l’accesso con l’account Google, andate su  https://business.google.com/add , digitate il nome della vostra attività e cliccate su “richiedi diritti amministrativi“. A questo punto dovreste seguire le istruzioni spiegando che siete i titolari dell’attività e desiderate richiedere la proprietà della scheda Google. Il supporto di Google My Business rigirerà la richiesta al proprietario della scheda e vi risponderà via mail sull’esito della risposta.

Ci sono tre scenari:

1)  il proprietario non risponde, e quindi dopo un po’ di tempo il team di Google My Business vi rigirerà la proprietà.

2) il proprietario risponde e accetta il trasferimento, e diventerete così i proprietari.

3) il proprietario rifiuta di trasferire la proprietà. In questo caso, e spero non vi accada, occorre insistere con il team di Google My Business, e manifestare loro l’intenzione di procedere per furto d’identità: per le assurde regole europee della privacy non potete sapere chi è la persona che è proprietario della scheda e a voi che ne siete i legittimi rappresentanti vi viene di fatto negato il trasferimento della scheda. Per Google la scheda aziendale è di chi la crea e non del legittimo rappresentante ( almeno stando al momento in cui scrivo, non escludo che in futuro le cose possano cambiare ) e quindi occorre armarsi di pazienza.

5. Controllate le statistiche e misurate il rendimento

Le statistiche della scheda Google permettono di analizzare quante volte viene visualizzata la nostra attività nei risultati di ricerca Google. Con le dovute precauzioni, può essere utilizzato anche come cartina di tornasole per investimenti pubblicitari tradizionali che non sono misurabili digitalmente (giornali, camionvela, etc).

I clic sulla scheda Google sono azioni che compiono gli utenti per indicazioni stradali, telefonate o visite al sito web e sono un indice di maggiore interesse da parte di chi vi sta visualizzando.

Andando un pò oltre, si può anche calcolare il tasso di interesse di chi vi cerca. Questo dato vi permette di capire come si comportano le persone quando vi cercano su Google e se dimostrano un interesse ulteriore, ed è semplicemente il rapporto tra tutti quelli che vi cercano e quelli che compiono un azione ulteriore, manifestando così un interesse superiore alla visualizzazione. Ecco un esempio di un ristorante a Senigallia, e il tasso di click si calcola così:local search

 

prendete i click , quindi in questo caso 174, moltiplicateli per 100

174 x 100 = 17400

divideteli ora per il numero di visualizzazioni complessive

17400 / 5426 = 3,20

questo numero è la percentuale di quelli che, otlre ad avervi visto, hanno fatto un azione ulteriore. Un azione per Google è visualizzare il sito web, effettuare una telefonata, o attivare il navigatore di Google Maps.

Ora, per quello che ho visto io la media nel settore ristorazione su un campione di qualche decina di ristoranti ( che è basso lo so, ma è un valore indicativo di zona ) si aggira dall 1,1% al 1,4%, quindi in questo caso, essendo il CTR del 3,2% , questo ristorante sopra sta performando molto bene.

Bonus 1: Recensioni on line

Se hai un locale, probabilmente saprai già di quanto siano importanti: la web reputation è uno dei fattori chiave del successo di una attività, e anche se alcuni siti non sono proprio il massimo della trasparenza, gli utenti iniziano ad acquisire una maggiore consapevolezza e utilizzare i motori di ricerca per avere conferme circa la loro scelta. Se siete tra la top 10 di tripadvisor e su Google Maps non c’è traccia di recensioni, forse qualcosa che non va c’è e, nel dubbio, il vostro potenziale cliente potrebbe scegliere un altra opzione. Una delle paure di chi deve scegliere un ristorante è infatti quello di “sbagliare posto”. E’ importante quindi curare nell’aspetto tutta la web reputation della vostra attività, rispondendo a tutti e anche alle recensioni negative in modo gentile ed esauriente, così che chi leggerà la risposta da parte del titolare si sentirà rassicurato. Inoltre un altra mossa intelligente è quella di mettere quante più informazioni possibili su ciò che fate, come menu, fotografie dei piatti e dei cocktails, prezzi, etc. Più informazioni metterete e meno saranno i dubbi che avrà un potenziale cliente per scegliervi!

Se non hai un locale e ti occupi magari di un negozio o di un altro settore, sei invece avantaggiato: le recensioni sono meno popolari ( ma lo saranno presto!) e puoi facilmente spiccare nel mucchio con diverse recensioni positive quando i tuoi competitors non ne hanno nemmeno una, e chi vi cerca online su Google sarà così maggiormente rassicurato, contattandovi con maggiore facilità.

Altra cosa da sapere, per Google servono almeno 5 recensioni per far comparire le “stelline” sull’elenco dei risultati di ricerca. Un metodo potrebbe essere quello di chiedere ai vostri clienti di raccontare la loro esperienza su Google Maps. Meglio che ci siano recensioni piuttosto che non ci siano. Quelle positive vi presenteranno meglio e faranno si che quelle meno positive si perdano nel mucchio di buone recensioni.

 

BONUS 2: Siate consapevoli!

Un altra questione importante è quella di iniziare a sviluppare una piccola cultura digitale, se sapete di conoscerne poco in merito. Sarebbe veramente tutto più semplice: voi risparmiereste un sacco di denaro e potreste decidere come sviluppare la vostra strategia digitale in modo più consapevole. Purtroppo, la maggior parte di titolari d’attività crede che internet sia utile ma allo stesso tempo è visto come un qualcosa separato dalla vostra attività: non lo è! Fatevene una ragione, le persone vi cercano su internet e se non ci siete e se non siete più visibili dei vostri competitor, l’utente medio sceglierà i vostri concorrenti, così come fate voi quando cercate su Google qualsiasi cosa.

C’è una frase di Tim Cook che mi piace particolarmente, e dice “l’eccellenza è diventata consuetudine”. Questa frase secondo me può essere applicata anche all’attuale momento storico. La crisi, o presunta tale, ha spazzato via chi non soddisfava standard minimi di qualità e valore sul mercato. La differenza la fa poi il modo in cui si comunica, il modo in cui si interagisce con il proprio pubblico, il modo in cui ci si fa vedere per quello che si è, e via dicendo.

Essere consapevoli inoltre significa poter controllare anche chi lavora per voi, analizzando i risultati e capire quando una cosa serve o quando è inutile. Infatti, quando spiego il mio servizio StreetView e LocalSearch mi è capitato anche di recente di vedere una scheda non ottimizzata oppure non vederla proprio (e magari avere un sito web). La risposta è “ah! Allora adesso parlo con chi mi ha fatto il sito web/chi mi cura la parte web e vediamo“.
E qui altro punto: fate come credete , ma pensare che avere un sito web sia più importante di essere sulle ricerche Google è sbagliato: non lo è! Avere un sito web perchè “s’ha da fare” non vi servirà a nulla, se non sapete cosa farne, se non avete una strategia di cosa comunicare tramite il sito. Really?! Eh già!

posizionamento Google maps

 

A dimostrazione di quanto dico, provate a cercare su Google il sito web di un cliente per categoria o parole chiave, come ad esempio “ristoranti vegani a fano”, ma potrei farne con molti altri:

ristorante vegano a fano

Il primo risultato per ristorante vegano è il ristorante Ma Li a cui ho ottimizzato la scheda lo scorso mese. La cosa curiosa è che Ma Li ad oggi non ha ancora un sito web! Siete ancora così convinti che avere il sito web sia così fondamentale? 🙂

Oltre a questo, c’è una naturale tendenza di alcune web agency a voler controllare l’intero budget del cliente e spenderlo solo attraverso di loro, bocciando qualunque proposta o soluzione esterna. Questa frase mi costerà qualche antipatia, ma la verità è che si dovrebbe fare per primi gli interessi dei loro clienti, non dei propri partners, e dare valore alla presenza online.

Dubbi? Domande? Consigli? O semplicemente non sei convinto? Parliamone: nel mio gruppo Facebook trovi anche specialisti del web che saranno lieti di dire il loro punto di vista. Ti aspetto!

 

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