Foto Saggio The Colors of Life – 17 Giugno 2018

Grazie per l’interesse nel servizio foto e video!
i love fitness marzocca palestra
Il pacchetto concordato con la segreteria della palestra I Love Fitness è il seguente:

1. Prenotare foto e video – Importo: 28 € – il tutto avviene tramite prenotazione da effettuare presso la segreteria della palestra I love Fitness – via dell’industria 3 – tel 392 130 9454

Cosa comprende: 1 DVD, consegna di foto digitali
Non comprende:  stampa delle foto.

2. Riceverete un link al vostro indirizzo email con tutte le foto in anteprima da scegliere comodamente da casa . Il DVD potrete ritirarlo presso la sede della palestra I Love Fitness, le foto in alta risoluzione tramite email comunicando il numero della foto corrispondente.

Tempistiche: entro fine mese

Grazie!

 

Nuoto Sincronizzato – Foto del 10 Giugno 2018

Grazie per l’interesse nelle foto del saggio di nuoto sincronizzato!
saggio nuoto sincronizzato
Per chi volesse stampare le foto, la procedura è la seguente:

  1. Ogni foto ha un numero di riferimento: scegliere quindi il numero della foto o delle foto da stampare prima di recarsi in negozio, visionando gli album qui:
    preparazione : https://drive.google.com/open?id=1PXTqfxeO5Rovdd-Gy-bJApVbv543FUGW
    saggio : https://drive.google.com/open?id=1H8mEVa2_Qd4t_4AEymLD-e0mbzSr2BP1
  2. Una volta scelte le foto, potete recarvi in negozio inviare una mail a info@zonaimmagine.it e richiedere la stampa delle fotografie, specificando  nuoto sincronizzato, e il numero della foto di riferimento, e il formato di stampa desiderato.
  3.  Il negozio convenzionato per le stampe è  ZONA IMMAGINE, via pisacane 76, 60019 Senigallia AN – CHIUSO LUNEDI – tel 071 460 8752 – indicazioni stradali

ESEMPIO:

saggio nuoto sincronizzato

foto nr 23, 25, 45

formato standard (10 x 15 )

FAQ:

D: Le foto sono tutte?

R: Tutte le foto disponibili sono quelle presenti ai link sopra.

D: Posso scegliere le foto sul posto?
R: Per evitare lunghi tempi di attesa è preferibile scegliere comodamente da casa le foto da stampare, il negozio ha già tutte le foto in alta risoluzione e senza logo UISP.

D: Stampate le foto al momento?
R: Si, fino al formato 12×18. Per formati più grandi meglio chiedere via mail la quantità e la dimensione personalizzata, così che passerete in negozio per il ritiro.

 

Grazie!

 

Le Mie Slide di Hotel Vincenti ora online

Ciao a tutti! Grazie per l’interesse nei miei servizi. Per chi se le fosse perse o per chi vorrebbe sfogliarle, pubblico le mie slide preparate per Hotel Vincenti, l’evento che si è tenuto a Senigallia il 15 Marzo 2018.  Il mio intervento all’evento era mirato a dare alcuni spunti a quelle strutture che volessero iniziare ad avvicinarsi al mondo del video marketing, consentendo loro di capire se, come e in quale condizioni il video marketing possa considerarsi un valido strumento per la promozione della struttura.
 
Indice
Chi sono
Perchè utilizzare video come strategia di marketing?
Il Video Marketing non è per tutti
Tipi di intrattenimento
Statistiche e benefici e sintesi
Alcuni scenari di utilizzo
Fai da te? E’ possibile

Chi sono:

Bè, se non mi conoscete ancora, mi occupo di produzioni video, fotografia 360 e fotografia per hotel, case vacanze, agriturismi, ristoranti etc. Dal 2011 sono tra i fotografi professionisti per Airbnb e dal 2013 realizzo virtual tour per Google Street View. Collaboro con operatori Sapr professionisti per realizzare riprese aeree su commissione.

Perchè utilizzare video come strategia di marketing?

Perchè in poche strutture stanno utilizzando video, ed è un canale poco utilizzato. Va da se che i primi che utilizzeranno in modo efficace i video per finalità di marketing e promozione sono coloro che otterranno poi i maggiori vantaggi: dire qualcosa con un video è molto più immediato e rimane molto più facilmente impresso rispetto a un contenuto testuale. Inoltre, l’utilizzo di video all’interno del sito web farà rimanere più tempo il visitatore a contatto con la struttura, fidelizzandosi maggiormente, creando un ottima prima impressione e aiutando anche al sito a galleggiare sui motori di ricerca ( per Google infatti il tempo di permanenza sul sito web di un utente è uno tra i fattori di ranking: se abbandona subito, significa che non ritiene interessante il contenuto, se invece rimane più tempo rispetto alla media del settore, significa che il sito contiene materiale interessante )

Il video marketing però non è per tutti!

Ho voluto dare molta importanza a questo aspetto perchè in generale oggi l’idea è che il video sia una carrellata di riprese della camera, della struttura, dello staff che sorride e del barista che fa lo Spritz. Niente di più sbagliato, e spiego perchè: realizzare video torna utile quando dobbiamo rafforzare la nostra presenza online, raccontando e mostrando caratteristiche uniche e differenzianti che possano far fare una prenotazione al vostro cliente target.
Va da se che se la struttura non ha un sito web efficace, ovvero che funziona bene, ben visibile da mobile, con un sistema di prenotazione online, delle foto recenti e attraenti della struttura, il video non può considerarsi una priorità, perchè l’efficacia del video verrebbe smorzata da una mancanza di presenza online curata. Se ad esempio col video riusciamo a invogliare un potenziale cliente a scoprire di più sulla nostra struttura, e poi il sito o è lento, o è confusionario, o non trova il materiale che sta cercando non riusciremo a trasformare l’interesse del potenziale cliente in prenotazione. Quindi semplificando: hai un sito web e foto recenti? Bene, il video potrebbe fare al caso tuo. Ma occorre chiedersi:
Chi è il nostro target?  Se mostriamo immagini di bambini e animazione, una coppia in cerca di una fuga d’amore potrebbe non apprezzare la nostra struttura, ma una famiglia in cerca di relax si!
Quali sono i nostri punti di forza su cui puntare? Nell’era dell’instant booking viene tutto semplificato, e spesso a parità di caratteristiche l’utente sceglie l’offerta più conveniente. E’ fondamentale mettere in chiaro risalto tutti i nostri punti di forza, cosi da rafforzare la convienienza della nostra offerta anche se non è la più bassa.
Con cosa potremo invogliare clienti a vedere il nostro video?  Supponendo che parliamo a un cliente in target, e mettiamo in evidenza tutti i nostri punti di forza, con cosa potremo invogliare a vedere altri nostri video e tenerlo il più possibile connesso alla nostra struttura  ( e non quindi a una concorrente ) ?

Tipi di intrattenimento

E qui si collega poi il quarto punto, ovvero la visione di video è intrattenimento: 80 anni di tv ci hanno insegnato che se una cosa ci interessa la guardiamo con piacere, e lo stesso è per i nostri video: dobbiamo essere in grado di realizzare piccoli video che per qualche minuto sono in grado di intrattenere il nostro pubblico. Per semplificare ho voluto dividere in tre tipologie l’intrattenimento derivante da video marketing per hotel: narrativo, educativo, e comico.
Narrativo significa raccontare qualcosa di utile, come ad esempio il meteo, curiosità, iniziative della città, escursioni da fare, principalmente rivolti all’esterno della nostra struttura.
Educativo invece significa farsi percepire come una struttura specializzata in una attività specifica. Ad esempio, se l’hotel ha una area spa, perchè non raccontare eventuali benefici dei trattamenti? Spesso scriverlo testualmente è lungo e poco invitante, ma raccontato in un video assume tutto un altro impatto. Lo stesso vale per cucina, corsi organizzati dalla struttura o quant’altro!
Queste due tipologie di video restituiranno risultati nel medio lungo periodo, perchè comunque riguardandoli a distanza di diverso tempo risulteranno ancora attuali e gradevoli da visitare. Il tipo di divertimento comico, come invece alcune strutture hanno sperimentato, oltre a non dirci nulla per quale motivo un turista dovrebbe fare una prenotazione, non fa ottenere più di un quarto d’ora di popolarità sui social e qualche like. Non che sia sbagliato a priori, ma occorre chiedersi se ne valga la pena. L’esempio più classico è il “mannequin challenge“, ovvero quel video che andava di moda l’anno scorso nel quale la telecamera girava per la struttura con tutti gli ospiti fermi immobili: carino si, ma a distanza di un anno nessuno andrebbe a rivedere quel video.  Il trucco quindi, secondo me, sta nel produrre video che non abbiano una scadenza temporale breve e che siano riutilizzabili a distanza di tempo, così da avere un ottimo ritorno dell’investimento.

Statistiche e benefici

Le statistiche infatti dimostrano proprio questo: quando è disponibile un tour video, si aumentano le possibilità di prenotazione, e i professionisti del settore marketing individuano video come contenuti con il miglior ritorno dell’investimento. Altri benefici infatti sono la possibilità di essere riutilizzati in vari contesti, come ad esempio fiere, mail, social, sito web, etc, ed essendo molto attrattivi e mostrando tutte le informazioni di cui il potenziale cliente ha bisogno. Inoltre, dando un maggior senso di fiducia e trasparenza, i video aiutano anche a disintermediare ed effettuare una prenotazione dal vostro sito risparmiando su commissioni delle OTA. Non solo: con un ottima impressione,  sarà anche meno probabile ricevere recensioni negative.

Alcuni scenari di utilizzo:

Nella seconda parte parlo di alcuni scenari di utilizzo, con una premessa: il marketing fa parte del nostro lavoro. Con questo voglio dire che è errato per una struttura appaltare la comunicazione e le strategie di marketing ad agenzie esterne in todo,  pensando di potersi così concentrare su altro. Chi meglio di voi conosce la struttura e i vostri clienti? E’ quindi importante lavorare con agenzie in grado di mettere alla vostra conoscenza gli ingredienti del mondo del web per costruire una ricetta personalizzata che sarà apprezzata dal vostro pubblico, non avendo paura di sperimentare strade che altre strutture non hanno ancora percorso. Come dicevo durante l’evento, fare ciò che fanno gli altri nella migliore delle ipotesi porterà ai risultati che ottengono tutti: ci si accontenta. Fare ciò che non fanno gli altri invece può rivelare sorprese interessanti ed essere considerati come esempi.
Alcuni spunti infatti sono sicuramente lo spot pubblicitario della struttura: evitare le camere, tanto salvo piccole differenze, nella media sono tutte uguali. Niente staff sorridente, tanto nessuna struttura metterà personale triste, ma parlare subito la lingua del vostro target. Che sia una mamma, o una ragazza di 25 anni, o un gruppo di ragazzi. Nello spot linkato, in realtà non abbiamo pensato e costruito da zero lo spot, ma semplicemente l’ho montato recuperando le immagini delle varie strutture fatte nel corso dell’ultimo anno di collaborazione. Semplice, no?
Un altro spunto interessante, che magari per chi non è del settore può risultare una novità,  è il remarketing . Avete presente quando andate su booking.com, o su amazon,  e per diversi giorni vi compare in continuazione la pubblicità di ciò che avete cercato? Ecco, questo è il remarketing, e nel video mostro come funziona utilizzando me come cavia: visito il sito di una struttura, lo abbandono, torno a scorrere la home di facebook e mi trovo il video della struttura che ho visto prima che mi mostra qualcosa. Non male, vero?
Il video in background, si tratta di voler raccontare in pochi secondi alcuni punti di forza della struttura, rendendo la home page più dinamica e interattiva e fornendo nell’immediato più informazioni possibili.
Il video WalkTrough invece permette di offrire in una manciata di secondi una visita di quella che sarà la camera che riceverà se effettua la prenotazione. Niente dubbi, niente sorprese, se prenoti, questa sarà la vostra camera. Perchè non dovresti prenotare? Questo tipo di video viene utilizzato molto nelle mail di richiesta offerta. Avere un video potrebbe essere una di quelle leve che potrebbero garantirvi una prenotazione.
La cover facebook è simile allo sfondo video del sito web: è una presentazione della struttura e spesso potrebbe essere anche lo stesso video.
Mini format: si tratta di realizzare una serie di video che vanno ad approfondire una tematica della vostra struttura nel quale siete ovviamente competenti: avete un ristorante che fa piatti interessanti? Raccontiamoli con un video, facciamo vedere che non siamo secondi a nessuno! Abbiamo una spa con un percorso benessere innovativo? Raccontiamo che effetti e benefici darà a chi si farà fare un trattamento! Abbiamo dei servizi per famiglie, come animazione, tata, etc? Raccontiamo come funziona!
Instagram: è un altro social, molto apprezzato da chi ama fare foto. Pubblicare belle immagini, o video in formato verticale 4:5 cattura subito l’attenzione perchè, quando saranno mostrati quando si scorre nell’applicazione, occupano una superficie quasi totale dello schermo rispetto a un video in formato 16:9 . E’ impossibile che non vengano notati!

Fai da te? E’ possibile

A questo punto, concludendo, per chi sta pensando di utilizzare maggiormente video in futuro ecco un suggerimento “fai da te”: i nostri smartphone hanno una qualità più che sufficiente da poter essere utilizzati sui social e mantenere viva la comunicazione con clienti e potenziali clienti: non c’è niente di più triste di una pagina di un hotel aggiornata ai mondiali di calcio vinti dall’Italia nel 2006, e in fondo quel che conta è il messaggio! Se volete provarci, vi suggerisco tre accessori per il vostro smartphone da non perdere, così da garantire un ottima esperienza visiva a chi vi guarderà: un treppiede, un microfono,  e uno stabilizzatore. E ricordate: siate brevi, fate cose semplici, pensate prima a cosa voler dire, e se potete coinvolgete personale e clienti.
Vi lascio i link :
Treppiede Smartphone: http://amzn.to/2G4TEsW
Microfono Smartphone: http://amzn.to/2pyobbD
Stabilizer Smartphone: http://amzn.to/2G1OgHa

Andrea, stiamo pensando di fare anche noi dei video. Quali sono i passi successivi?

Ottimo! Come prima cosa, pianificheremo un incontro conoscitivo con tutti i soggetti che potrebbero contribuire, dai responsabili dell’animazione a consulenti e partners esterni della struttura. Questo incontro ci serve per capire bene quello che ci aspettiamo di ottenere con questi video. Per me non è fondamentale proporvi video ad ogni costo, ma assicurarmi che, se opterete di farlo, otterrete dei risultati concreti! Possiamo inventarci un infinità di idee e di storie da raccontare, e questo passaggio è fondamentale per fare in modo che ognuno di noi dia il suo contributo e abbia un suo compito. Ad esempio nei video sopra la receptionist si assicurava delle liberatorie per l’uso delle immagini mentre i ragazzi dell’animazione spiegavano ai bimbi cosa dovevano fare. In questo modo io dovrò così occuparmi di trovare le migliori inquadrature e immagini cercando di delegare. Qualora fosse necessario, valuteremo l’utilizzo di comparse, operatori sapr, altri videomaker professionisti o collaboratori con compiti ben precisi per assicurarci che avremo tutte le immagini di cui abbiamo bisogno cercando di ottimizzare tempi e arrecando meno disturbo possibile alla struttura. Sono convinto che lavorando in sinergia con altri professionisti e lavorando di squadra otterremo gran bei risultati!

Grazie!

Andrea

    Inside Sicis Showroom, un viaggio virtuale nel lusso

    inside sicis showroom

    SICIS: l’antica arte del mosaico unita al design e al lusso di ultima generazione è ora visitabile virtualmente:

    Chi di noi non ha mai sognato di farsi un bagno da divo con pareti piastrellate a mosaico, come si vedono in molte ville hollywoodiane, circondato da un lusso sfrenato?
    Con inside.sicis.com, è possibile visitare lo showroom di Ravenna dell’azienda Sicis, percorrendo così un viaggio virtuale tra storia, design, lusso, moda e arredo.

     

    inside sicis

    L’obiettivo di questo progetto è trasportare nel mondo virtuale il risultato dell’esperienza artigiana ravennate, patria storica del mosaico sin dai tempi dei bizantini, unita al lusso e l’arredo . L’azienda Sicis rappresenta così un concentrato di maestri mosaicisti, artisti, grafici e designers che creano dei prodotti destinati all’arredo d’interno unici ed esclusivi, non solo 100% made in Italy ma 100% made in Sicis, con circa 20 brevetti di processi produttivi depositati.

    inside sicis showroom
    Quando ho effettuato un primo sopralluogo nello showroom, sono rimasto affascinato dalla cura e dalla ricerca della perfezione che questa esposizione offre: ogni dettaglio e abbinamento è stato curato nei minimi particolari e percorrendo nei vari box sembra proprio di sognare ad occhi aperti: abbinamenti di colori, uniti a vetri e giochi di riflessi, donano a ogni ambiente una personalizzazione totale in grado di soddisfare ogni gusto e fantasia.

    inside sicis showroom

    Tutto ciò ha portato SICIS a riscuotere un enorme successo mondiale: ad oggi gestisce oltre 30 sale d’esposizione in tutto il mondo, da 2000 metri quadrati di showroom monomarca a New York, fino ad arrivare a Tokyo, Pechino, Hong Kong, Dubai, Bangkok, Tel Aviv, Beirut, New Delhi passando per le più grandi città europee.

    Il progetto, sviluppato da Neikos in collaborazione con Lab81, permette di trasportare un visitatore in un vero e proprio documentario interattivo dello showroom Sicis di Ravenna, attraverso fotografie 360° collegate tra loro e punti interattivi disposti sulla mappa, per fornire al visitatore un esperienza unica e completa.

    inside sicis

    Per costruire il virtual tour ho elaborato una ad una oltre 1200 immagini, fino a creare oltre 100 immagini panoramiche, che sono poi state consegnate ai tecnici Neikos per la realizzazione del sito web. La particolarità del sito è di essere stato sviluppato completamente su misura del cliente, con un’interfaccia ottimizzata per ogni dispositivo e creando un connubio tra l’elevata qualità fotografica (le immagini panoramiche arrivano a 50 megapixel di risoluzione) e una navigazione fluida e leggera. Questo lavoro è stato possibile grazie ai potenti server Neikos che sono stati tarati per poter ottimizzare le risorse e la banda utilizzata.

    inside sicis

    Con questo strumento, l’azienda può offrire ai suoi clienti sparsi in tutto il mondo, un’anteprima del proprio showroom, avendo così un potente ed esclusivo strumento di marketing e comunicazione. E’ stato un piacere collaborare con Fabrizio, Daniele e Valentino, e con il dipartimento grafico di Sicis per la realizzazione di questo progetto!

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    10 cose da sapere sulle nuove pubblicità locali di Google Maps

    Qualche giorno fa ho anticipato ai presenti del mio gruppo facebook quali saranno le novità di Google Adwords, la piattaforma pubblicitaria del motore di ricerca, relative a Google Maps. In questo post vorrei approfondire il tema spiegando meglio cosa cambia e cosa è bene sapere per chi ha un attività o chi opera nel settore web:

    1. Cosa cambia nelle pubblicità locali di Google Maps?

    L’obiettivo di Google è quello di aiutare le attività a essere ben visibili quando qualcuno nelle vicinanze sta cercando posti o maggiori informazioni, come ad esempio qualcosa da da mangiare o comprare. Questo avverrà gradualmente rilasciando nuove tipologie di inserzioni, come ad esempio i promoted pins: si tratta di pin che sono messi in evidenza sulla mappa e contengono promozioni e\o coupon sconto, pagine aziendali personalizzabili, e in alcune tipologie di attività permettono di effettuare la ricerca dei prodotti effettivamente disponibili in quel negozio. Ne parlo più avanti, ma andiamo per ordine:

    2. Dove verranno mostrate le nuove pubblicità?

    Le nuove forme di pubblicità verranno mostrate sulla app di Google Maps, su tutti i siti (desktop, mobile, tablet) di Google Maps e sui risultati di Google.it quando clicchiamo su “altri luoghi”.

    Nella schermata sotto siamo nell’app Google Maps e potremo vedere così un inserzione di colore viola sia sulla mappa che sul primo risultato di ricerca.

    google-maps-app-ads

    Qui siamo invece sul sito desktop: l’annuncio comparirà in prima posizione e nella mappa l’attività sponsorizzata, sempre in colore viola. Lo stesso avviene quando da Google.it clicchiamo su “altri luoghi”.
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    3. Perchè Google sta facendo questi cambiamenti?

    Durante l’evento di presentazione Google ha mostrato alcune statistiche che chiunque si occupi di digital marketing si dovrebbe tenere in considerazione, e queste nuove forme di pubblicità dovrebbero aiutare a colmare il gap tra il mondo virtuale e quello reale. Eccole qui:

    • L‘84% delle persone conduce ricerche locali
    • Circa il 90% delle vendite a livello mondiale avverrà nei negozi fisici, invece che online.
    • Un terzo delle ricerche effettuate in mobilità sono legate alla posizione in cui una persona si trova.
    • Nell’ultimo anno, le ricerche locali, ovvero intente a trovare qualcosa nelle immediate vicinanze, sono cresciute del 50% più veloce rispetto a quelle globali.
    • Le ricerche effettuate su Google guidano 1,5 miliardi di destinazioni ogni anno.
    • Tre persone su quattro che cercano qualcosa nelle vicinanze finiscono per visitare il negozio o l’attività. Nel caso dei negozi, il 28% si conclude con un acquisto.

    Sulla base di questi numeri, se si ha quindi un attività con una sede fisica è diventato fondamentale rendere semplicissimo trovarti online quando le persone cercano i tuoi prodotti o servizi. E questa per chi mi conosce sa che non è una novità: potreste utilizzare tutti i migliori canali pubblicitari esistenti, online e offline, e nella stragrande maggioranza dei casi questi porteranno le persone a voler scoprire di più su di voi con una ricerca online.

    Infatti, di recente da uno studio fatto su 8000 persone in USA a cui era stato chiesto, tramite scelta multipla, che cosa hanno utilizzato negli ultimi 7 giorni per scegliere un ristorante, la risposta è stata:

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    Risultato? Tre persone su quattro utilizzano i motori di ricerca, uno su due visita il sito web del ristorante, solo uno su tre va a vedere i siti di recensioni. fonte

    4. Cosa sono i nuovi promoted pins?

    I “Promoted Pins” sono la vera novità di questo aggiornamento. Ecco un esempio:

    promoted pins

    In pratica, questi Pin sono progettati per aiutare le attività a distinguersi per le persone che sono nelle vicinanze o stanno per recarsi in un determinato posto. Supponiamo infatti che tu abbia un ristorante: un annuncio ben studiato potrebbe convincere qualcuno di passaggio da quelle parti a invogliare a mangiare proprio nel tuo locale, oppure se hai uno stabilimento balneare potresti catturare l’attenzione rispetto alla massa proponendo un offerta unica o un esperienza diversa!

    Un altra cosa che si nota è che in questi promoted pins c’è la possibilità di abbinare una promozione nel negozio ( nel caso sopra i 3$ scontati per liquido di lenti), e con la giusta offerta si può veramente ottenere notevoli risultati. Questa soluzione potrebbe essere davvero interessante: pensate infatti a un quartiere o una parte della città dove diversi negozi e attività utilizzino i promoted pins, tutti nello stesso periodo temporale, per portare maggior traffico di persone in quella determinata area. Molto interessante, no?

    5. Come sceglie quali annunci mostrare l’algoritmo di Google?

    L’algoritmo usa una varietà di segnali, tra cui :

    • Frase che l’utente sta cercando sulla app o su Google ( “profumeria vicino a…., pizzeria…”)
    • Luogo in cui la persona effettua la ricerca
    • Cronologia di navigazione per capire a cosa è interessato maggiormente (cosa ha cercato in precedenza la persona?)
    • Interessi ( siti visitati, etc )
    • Comportamenti
    • Ora del giorno
    • Demografia

    Un ulteriore esempio? Google usa la posizione del vostro dispositivo per capire dove siete. Quindi, se negli ultimi mesi non siete mai stati in una posizione in cui si trova un ristorante, l’algoritmo eviterà di mostrarvi gli annunci simili per ristoranti, privilegiando altre tipologie di attività più idonee a voi e ai vostri interessi. Invece, se in base alla posizione avete visitato negozi per fare shopping, è probabile che vi mostrerà con più facilità le inserzioni relative a promozioni di negozi nelle vicinanze che potrebbero interessarvi.

    6. Cos’altro cambia con Google Maps?

    Il look delle pagine aziendali di Google dovrebbe essere personalizzabile a seconda della tipologia d’attività.  Le pagine quindi, oltre a informazioni base come indirizzo e indicazioni stradali,  telefono, sito web e orari, potranno contenere anche offerte che sono uniche per quella posizione ( ad esempio un % di sconto su un elemento specifico in quel negozio)  e consentire di controllare i prodotti disponibili.

    Nell’esempio sotto, è possibile controllare se c’è effettiva disponibilità di un prodotto specifico. Ma nel caso di un ristorante, potrebbe esserci la prenotazione di un tavolo ( anche grazie al recente accordo tra The Fork, di Tripadvisor, e Google, per il quale potranno presto arrivare le prenotazioni su Google Maps )

     

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    7. Come posso far sapere a Google quali prodotti ho disponibili nel mio negozio?

    Ne avevo parlato qualche mese fa su Google Merchants e Google Shopping. Al momento non è ancora attivo in Italia, in pratica si collega l’inventario dei prodotti del vostro negozio al database online rispettando le richieste e il formato di Google Merchant, oppure scriverli a mano. Per maggiori info: https://support.google.com/merchants/answer/3061342?hl=it&ref_topic=3052707

    8. Quanto e come sarà conteggiato il costo della nuova tipologia di annunci?

    Gli inserzionisti saranno addebitati sulla base del costo di click per compiere un azione specifica, come ad esempio: Ottenere dettagli della posizione del luogo – Ottenere indicazioni stradali – Ottenere telefonate. 

    9. I nuovi annunci di ricerca locali sono già attivi?

    No, sono in fase beta nel momento in cui scrivo (3 Giugno), ma stando a quanto dicono nei forum online, entro i prossimi tre mesi saranno rilasciati progressivamente agli inserzionisti di Adwords.

    10. Cosa dovrebbero fare le attività che hanno una sede fisica ora?

    Se già utilizzate Adwords, è importante abilitare le estensioni di località, infatti solo questi ultimi inserzionisti hanno accesso alle nuove tipologie di inserzioni. Intanto, preparate al meglio la vostra attività per chi vi cerca, fornendo loro quante più informazioni possibili, offrite loro trasparenza e fiducia, chiedete ai vostri clienti di raccontare la loro esperienza sulle recensioni di Google, utilizzate fotografie professionali e, last but not least, affidatevi a persone affidabili ed esperte in materia per scoprire nel dettaglio come funziona la ricerca locale su Google e quali azioni è necessario intraprendere per farsi trovare e farsi scegliere 😉

    Nel precedente articolo ho stilato qualche prezioso consiglio su Google My Business: leggilo qui

    Leggi l’articolo completo sulle novità Adwords ( in inglese ) : articolo completo nel blog Google

    Guarda come ho aiutato le attività in zona a crescere con il mio servizio StreetView & LocalSearch: guardale qui e leggi le loro testimonianze

    Alla prossima!

     

     

    Google Destinazioni: ecco come pianificheremo le vacanze!

    google destinazioni

    Per gli addetti ai lavori (e anche coloro che bazzicano sul mio gruppo facebook) non è una novità che a Mountain View ci fosse qualcosa che bolle in pentola nel settore turistico: infatti, in un post sul suo blog, ieri 8 marzo Google ha presentato Google Destinations, una vera propria agenzia di viaggi online che ci permetterà di scoprire nuove destinazioni turistiche e pianificare viaggi in pochissimi istanti, anche nei nostri momenti morti della giornata. Vediamo come funziona:

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    Google Destinations: come funziona e a cosa serve

    Pianificare un viaggio significa molto più che prenotare un aereo e un hotel. Il nostro obiettivo è di rendere la pianificazione del viaggio più semplice. Così la gente avrà più tempo per dedicarsi alla scelta e alla fase del sogno.” Così Oliver Heckmann, vice presidente del settore travel di Google, ha presentato l’utilità di Google Destinations.

    A pensarci bene infatti ci sono tantissime domande a cui rispondere nella pianificazione di un viaggio: qual è la meta più interessante? Quando conviene partire? Quali spese bisogna prevedere? Google Destinations risponde a tutte queste domande evitando di visitare decine di siti diversi tra loro.

    Inoltre, si possono anche cercare risultati di Google Destinations per luoghi e attività, come “surf in spagna” o “sciare in italia“.

    google destinations

    Il tutto avviene da mobile, e questo perchè Google nel 2015 ha visto aumentare del 50% le ricerche relative ai viaggi fatti da smartphone o tablet. In pratica basta aggiungere la parola “destination” a un luogo di interesse (continente, città, paese, area o regione) e la nuova interfaccia si attiverà in automatico e dovrebbe comunque attivarsi prossimamente anche con altre query di ricerca che l’algoritmo lo associa a un intento relativo a viaggi.

    Un altra caratteristica interessante è quella di incrociare i dati sulle tariffe di voli e hotel comparandoli con quelle di altre città, così da scoprire quale città è più cara in relazione a un periodo di tempo:

    Infine, è possibile filtrare i risultati a seconda del prezzo, degli interessi o delle date: incrociando queste informazioni Destinations mostra un elenco di risultati ed è possibile anche capire qual’è il periodo ideale per visitare un luogo, a seconda della popolarità, della temperatura e dei prezzi dei biglietti aerei! Ecco uno screenshot che racchiude qualche caratteristica:

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    La mia prova di Google Destinazioni

    Ho fatto subito la mia prova per capirne il funzionamento e testare da subito l’efficacia: Google Destinations è attivo solo sulla app Google Now e su Google.it dal vostro dispositivo mobile, mentre che su desktop attualmente non viene restituito nessun risultato. Proprio pochi giorni fa con amici stavamo ragionando su quale fosse la prossima meta, e ho provato così a cercarla tramite Destinazioni:

    Google Destinations

    Cercando ” bratislava destinations”  Google ci mostra le destinazioni nella zona limitrofa. La prima cosa che si nota è che tutto lo schermo viene occupato dall’interfaccia di destination, solo scorrendo sotto si visualizzano i siti web di terze parti, mentre che cliccando su “altre destinazioni” vengono visualizzati altri risultati di “destinazioni” meno popolari nella zona. Un pò come avviene con la Local Search quando si cercano ristoranti nella zona e i primi risultati sono quelli di Google Maps.Google Destinations

    L’altra cosa interessante è che cliccando su Bratislava ( città ), l’interfaccia ci mostra subito una rapida idea della città, con i luoghi più famosi e le attrazioni più visitate.google destinations

    Cliccando su “Pianifica un viaggio” possiamo farci un idea di quanto andiamo a spendere tra volo e hotel. Naturalmente vengono utilizzati gli strumenti di Google Flights e Google Hotel Search ( che è integrato in Google Maps ).Google destinations

    Un altra cosa che ci mostra è la possibilità di vedere la temperatura e la popolarità nei vari mesi dell’anno, così da evitare brutto tempo o periodi troppo affollati.

    Cosa cambia per gli addetti ai lavori

    Parlando a chi opera nel settore turismo, il cambiamento è molto interessante perchè Google si pone davanti tutti per quanto riguarda la pianificazione di un viaggio: la ricerca di hotel è una conseguenza. Sarà la fine delle OTA? No: Google aveva già rassicurato i principali operatori del settore, come Booking.com (che assieme al gruppo Expedia generano circa il 5% del fatturato di Google per la pubblicità online), che non avrebbe transato direttamente, ma che avrebbe voluto soltanto fornire assistenza al viaggiatore per una migliore esperienza. Infatti, per ogni hotel, ci sono le stesse informazioni che arrivano da Google Maps, con la possibilità di concludere la prenotazione su Booking.com o un booking engine compatibile.

    Secondo il mio punto di vista, l’obiettivo di Google è quello di ribadire comunque la sua presenza – e intermediazione – durante la fase di  pianificazione, specialmente dopo che anche Booking.com ha introdotto un suo sistema di ricerca destinazioni – chiamato “passion search“. Da alcuni indizi, come la possibilità di streaming delle app per android, e il fatto di aver messo i risultati di Google Maps come prima soluzione per una ricerca locale, ci fa capire che Google vuol evitare che gli utenti scarichino ad esempio l’app Booking.com, iniziano e concludono le loro ricerche direttamente da li.

    Ancora non è chiaro come Google voglia commercializzare la nuova interfaccia, ma quel che è certo è che saranno introdotte nuove caratteristiche e nuove funzionalità da qui in avanti e sarà importante tenere gli occhi aperti. Se invece siete pigri, vi aspetto nel mio gruppo facebook con le ultime novità!

    5 suggerimenti e cose da sapere per la tua attività su Google My Business!

    recensioni google maps

    Una delle problematiche più comuni che mi trovo ad affrontare con i miei clienti è legato alla questione della scheda aziendale di Google My Business: tra informazioni errate, proprietari ignoti, recensioni e call center che vendono magici posizionamenti, questo articolo vuol’essere una semplice linea guida per imparare a conoscere e a utilizzare gli strumenti gratuiti che Google ci mette a disposizione per la nostra attività.

    Questo anche perchè tra poche settimane, con l’arrivo della bella stagione, le attività si preparano a presentarsi al meglio agli occhi dei turisti e a delineare soluzioni e investimenti pubblicitari online. Ecco allora un piccolo vademecum di cose da sapere su Google My Business per la vostra attività, così da non farvi “pollare” 🙂

    1. Google My Business è uno strumento gratuito!

    Anche se l’ho scritto più volte, non mi stancherò mai di ripeterlo: la presenza online della vostra attività su Google è assolutamente gratuita. Tutto quello che vi serve è rivendicare la presenza online da www.google.com/business . Vi occorrerà soltanto una Gmail e in pochi minuti potreste rivendicare l’accesso della vostra scheda attività, o inserirla qualora non fosse già inserita.

    2. Google non chiama mai per vendervi servizi

    Moltissime aziende che si occupano di telemarketing, con l’arrivo della bella stagione, chiameranno nei vostri locali presentandosi come Google o come Google Partner. Quello che dovete sapere è che Google non chiamerà mai per vendervi servizi, e i Google Partners sono attività o consulenti che hanno acquisito una certificazione per Google Adwords, la pubblicità di Google. Purtroppo però, la maggior parte di “Google Partners” che si affidano al telemarketing, visti i costi che un call center comporta, sono quasi sempre grosse web agency che operano su scala nazionale con soluzioni pubblicitarie standardizzate e uguali per tutti.

    Google Adwords è uno strumento fantastico e con un enorme potenziale, ma è fondamentale una analisi preventiva della vostra presenza online, risolvendo incongruenze e altre questioni che uno specialista può farvi notare (cosa che un’operatrice di un call center, pagata per ottenere un si o per un no, non può naturalmente fare, ne tantomeno un programmatore che fa siti web tutti uguali tra loro, uno dietro l’altro).

    3. Nessuno può garantirvi un posizionamento migliore nei risultati di ricerca

    telemarketing

    Analogamente a quanto sopra, molte compagnie di telemarketing vi chiameranno per proporvi un miglioramento nei risultati di ricerca Google a un prezzo fisso. Questa cosa è assolutamente impossibile, nessuno può garantirvi un migliore posizionamento sui risultati di ricerca perchè come più volte Google ha spiegato, ci sono centinaia di parametri che influiscono nei risultati di ricerca e gli stessi risultati variano anche in base alla posizione dalla quale si effettua la ricerca. Basta andare sulla pagina di supporto Google per avere conferma:  https://support.google.com/webmasters/answer/35769?hl=it  e https://support.google.com/business/answer/6212928?hl=it , ecco un estratto:

    • Evita i trucchi per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca. Una buona regola generale è chiederti se ti sentiresti a tuo agio nello spiegare il tuo comportamento a un sito web concorrente o a un dipendente di Google. Un altro test utile consiste nel chiederti se quanto stai facendo sarà d’aiuto ai tuoi utenti e se lo faresti ugualmente se i motori di ricerca non esistessero

    Infatti, la cosa da sapere è questa: Google vuol sempre fornire la migliore risposta per una domanda di un utente, aumentare la visibilità della propria attività in modo organico nei risultati di ricerca è un operazione molto lenta, che richiede un’analisi preventiva e non può essere certo sintetizzata con una qualunque cifra una tantum. Si tratta quindi di far comprendere nel miglior modo possibile ai nostri clienti cosa facciamo, quali sono i nostri servizi con informazioni complete ed accurate.

    E, come rispondevano le estetiste ai loro clienti quando chiedono loro se le alghe dimagranti di Wanna Marchi servissero per dimagrire, la risposta è “NO, e se ci cascate i fessi siete voi!”

    4. Assicuratevi sapere chi è il proprietario della vostra scheda My Business!

    Altra cosa da sapere: nella scheda aziendale Google ci sono due livelli di accesso: proprietario gestore. Il proprietario dovrebbe essere colui che è il legittimo titolare dell’attività, mentre che il gestore potrebbe essere il vostro “social media manager” o la persona che segue per voi la presenza online e carica contenuti. Sappiate inoltre che solo chi è autenticato come proprietario può far partire le campagne di Adwords Express per la vostra attività e eliminare la scheda dalle Google Maps. Quello che succede spesso è che il vero titolare non ha accesso, nemmeno come gestore. In questo modo alcune agenzie chiedono un canone annuo per il mantenimento della presenza online su Google Maps e  in alcuni casi mi è capitato che alcune attività siano state effettivamente rimosse dalle mappe Google senza che il legittimo titolare ne fosse a conoscenza.

    Come fare: se avete affidato la presenza online a una web agency locale, poco importa:può essere sufficente contattarli e chiedere il trasferimento della proprietà della scheda, o almeno chiedere di inserirci come gestori qualora utilizzino quell’account per campagne Adwords Express. Il problema a mio avviso avviene quando abbiamo affidato la presenza online a compagnie che operano su scala nazionale, e che quindi vi chiedono una tariffa annua comprensiva di tutto: sito e presenza web. Come spiegato poche righe sopra, qualora decidiate di non rinnovare più l’abbonamento annuo, di fatto è possibile che vi tolgano la vostra attività dalle Google Maps, e con essa il ranking, l’anzianità e le recensioni. Agli occhi di Google, stando al’ultima telefonata fatta al supporto telefonico di Google My Business, il proprietario della scheda è chi la crea e non chi lo è effettivamente, e quindi l’operazione di rimozione nelle Mappe è moralmente scorretta ma comunque legittima.

    Se siete in questi casi e non avete idea di chi possa avere accesso alla vostra scheda Google, potete risolvere cosi: una volta fatto l’accesso con l’account Google, andate su  https://business.google.com/add , digitate il nome della vostra attività e cliccate su “richiedi diritti amministrativi“. A questo punto dovreste seguire le istruzioni spiegando che siete i titolari dell’attività e desiderate richiedere la proprietà della scheda Google. Il supporto di Google My Business rigirerà la richiesta al proprietario della scheda e vi risponderà via mail sull’esito della risposta.

    Ci sono tre scenari:

    1)  il proprietario non risponde, e quindi dopo un po’ di tempo il team di Google My Business vi rigirerà la proprietà.

    2) il proprietario risponde e accetta il trasferimento, e diventerete così i proprietari.

    3) il proprietario rifiuta di trasferire la proprietà. In questo caso, e spero non vi accada, occorre insistere con il team di Google My Business, e manifestare loro l’intenzione di procedere per furto d’identità: per le assurde regole europee della privacy non potete sapere chi è la persona che è proprietario della scheda e a voi che ne siete i legittimi rappresentanti vi viene di fatto negato il trasferimento della scheda. Per Google la scheda aziendale è di chi la crea e non del legittimo rappresentante ( almeno stando al momento in cui scrivo, non escludo che in futuro le cose possano cambiare ) e quindi occorre armarsi di pazienza.

    5. Controllate le statistiche e misurate il rendimento

    Le statistiche della scheda Google permettono di analizzare quante volte viene visualizzata la nostra attività nei risultati di ricerca Google. Con le dovute precauzioni, può essere utilizzato anche come cartina di tornasole per investimenti pubblicitari tradizionali che non sono misurabili digitalmente (giornali, camionvela, etc).

    I clic sulla scheda Google sono azioni che compiono gli utenti per indicazioni stradali, telefonate o visite al sito web e sono un indice di maggiore interesse da parte di chi vi sta visualizzando.

    Andando un pò oltre, si può anche calcolare il tasso di interesse di chi vi cerca. Questo dato vi permette di capire come si comportano le persone quando vi cercano su Google e se dimostrano un interesse ulteriore, ed è semplicemente il rapporto tra tutti quelli che vi cercano e quelli che compiono un azione ulteriore, manifestando così un interesse superiore alla visualizzazione. Ecco un esempio di un ristorante a Senigallia, e il tasso di click si calcola così:local search

     

    prendete i click , quindi in questo caso 174, moltiplicateli per 100

    174 x 100 = 17400

    divideteli ora per il numero di visualizzazioni complessive

    17400 / 5426 = 3,20

    questo numero è la percentuale di quelli che, otlre ad avervi visto, hanno fatto un azione ulteriore. Un azione per Google è visualizzare il sito web, effettuare una telefonata, o attivare il navigatore di Google Maps.

    Ora, per quello che ho visto io la media nel settore ristorazione su un campione di qualche decina di ristoranti ( che è basso lo so, ma è un valore indicativo di zona ) si aggira dall 1,1% al 1,4%, quindi in questo caso, essendo il CTR del 3,2% , questo ristorante sopra sta performando molto bene.

    Bonus 1: Recensioni on line

    Se hai un locale, probabilmente saprai già di quanto siano importanti: la web reputation è uno dei fattori chiave del successo di una attività, e anche se alcuni siti non sono proprio il massimo della trasparenza, gli utenti iniziano ad acquisire una maggiore consapevolezza e utilizzare i motori di ricerca per avere conferme circa la loro scelta. Se siete tra la top 10 di tripadvisor e su Google Maps non c’è traccia di recensioni, forse qualcosa che non va c’è e, nel dubbio, il vostro potenziale cliente potrebbe scegliere un altra opzione. Una delle paure di chi deve scegliere un ristorante è infatti quello di “sbagliare posto”. E’ importante quindi curare nell’aspetto tutta la web reputation della vostra attività, rispondendo a tutti e anche alle recensioni negative in modo gentile ed esauriente, così che chi leggerà la risposta da parte del titolare si sentirà rassicurato. Inoltre un altra mossa intelligente è quella di mettere quante più informazioni possibili su ciò che fate, come menu, fotografie dei piatti e dei cocktails, prezzi, etc. Più informazioni metterete e meno saranno i dubbi che avrà un potenziale cliente per scegliervi!

    Se non hai un locale e ti occupi magari di un negozio o di un altro settore, sei invece avantaggiato: le recensioni sono meno popolari ( ma lo saranno presto!) e puoi facilmente spiccare nel mucchio con diverse recensioni positive quando i tuoi competitors non ne hanno nemmeno una, e chi vi cerca online su Google sarà così maggiormente rassicurato, contattandovi con maggiore facilità.

    Altra cosa da sapere, per Google servono almeno 5 recensioni per far comparire le “stelline” sull’elenco dei risultati di ricerca. Un metodo potrebbe essere quello di chiedere ai vostri clienti di raccontare la loro esperienza su Google Maps. Meglio che ci siano recensioni piuttosto che non ci siano. Quelle positive vi presenteranno meglio e faranno si che quelle meno positive si perdano nel mucchio di buone recensioni.

     

    BONUS 2: Siate consapevoli!

    Un altra questione importante è quella di iniziare a sviluppare una piccola cultura digitale, se sapete di conoscerne poco in merito. Sarebbe veramente tutto più semplice: voi risparmiereste un sacco di denaro e potreste decidere come sviluppare la vostra strategia digitale in modo più consapevole. Purtroppo, la maggior parte di titolari d’attività crede che internet sia utile ma allo stesso tempo è visto come un qualcosa separato dalla vostra attività: non lo è! Fatevene una ragione, le persone vi cercano su internet e se non ci siete e se non siete più visibili dei vostri competitor, l’utente medio sceglierà i vostri concorrenti, così come fate voi quando cercate su Google qualsiasi cosa.

    C’è una frase di Tim Cook che mi piace particolarmente, e dice “l’eccellenza è diventata consuetudine”. Questa frase secondo me può essere applicata anche all’attuale momento storico. La crisi, o presunta tale, ha spazzato via chi non soddisfava standard minimi di qualità e valore sul mercato. La differenza la fa poi il modo in cui si comunica, il modo in cui si interagisce con il proprio pubblico, il modo in cui ci si fa vedere per quello che si è, e via dicendo.

    [Tweet “”L’eccellenza è diventata consuetudine” Tim Cook”]

    Essere consapevoli inoltre significa poter controllare anche chi lavora per voi, analizzando i risultati e capire quando una cosa serve o quando è inutile. Infatti, quando spiego il mio servizio StreetView e LocalSearch mi è capitato anche di recente di vedere una scheda non ottimizzata oppure non vederla proprio (e magari avere un sito web). La risposta è “ah! Allora adesso parlo con chi mi ha fatto il sito web/chi mi cura la parte web e vediamo“.
    E qui altro punto: fate come credete , ma pensare che avere un sito web sia più importante di essere sulle ricerche Google è sbagliato: non lo è! Avere un sito web perchè “s’ha da fare” non vi servirà a nulla, se non sapete cosa farne, se non avete una strategia di cosa comunicare tramite il sito. Really?! Eh già!

    posizionamento Google maps

     

    A dimostrazione di quanto dico, provate a cercare su Google il sito web di un cliente per categoria o parole chiave, come ad esempio “ristoranti vegani a fano”, ma potrei farne con molti altri:

    ristorante vegano a fano

    Il primo risultato per ristorante vegano è il ristorante Ma Li a cui ho ottimizzato la scheda lo scorso mese. La cosa curiosa è che Ma Li ad oggi non ha ancora un sito web! Siete ancora così convinti che avere il sito web sia così fondamentale? 🙂

    Oltre a questo, c’è una naturale tendenza di alcune web agency a voler controllare l’intero budget del cliente e spenderlo solo attraverso di loro, bocciando qualunque proposta o soluzione esterna. Questa frase mi costerà qualche antipatia, ma la verità è che si dovrebbe fare per primi gli interessi dei loro clienti, non dei propri partners, e dare valore alla presenza online.

    Dubbi? Domande? Consigli? O semplicemente non sei convinto? Parliamone: nel mio gruppo Facebook trovi anche specialisti del web che saranno lieti di dire il loro punto di vista. Ti aspetto!

     

    “Google non promuove i virtual tour”. Vero o Falso?

    agenzia google street view

    “Il servizio Street View ha dei pregi e dei difetti. Il difetto è che Google non promuove i suoi virtual tour”

    Qualche giorno fa, mentre parlavo con il titolare di un ristorante riguardo il servizio Street View Trusted, la frase sopra è stata riportata da un consulente di un noto sito web della zona che si occupa appunto di marketing ristorativo (che, a scanso di equivoci, ammiro molto, è una persona molto preparata sul settore e che se mi legge colgo l’occasione per salutare). Premesso che ognuno è libero di dare le proprie interpretazioni, io in questo articolo vorrei dire il mio punto di vista a riguardo, e partire da un analisi un po’ più ampia.

     

    Innanzitutto: che cos’è Google?

    La domanda di partenza è questa. Google, parafrasando Wikipedia, è un motore di ricerca per Internet e il suo obiettivo finale è quello di racchiudere in un unico contenitore tutte le informazioni sul mondo. In questo modo restituisce una migliore risposta per una domanda di un utente. Stop. Ormai da diversi anni l’algoritmo capisce qual’è l’intento della nostra ricerca e quindi se succede un fatto di cronaca, scrivendo una parola “chiave” su Google relativa a quell’avvenimento, ci mostrerà tra i risultati anche le notizie di Google News. Oppure, se siamo in un ristorante e vogliamo visionare un ingrediente d’un piatto, andiamo su Google e il motore di ricerca in autonomia ci mostrerà un immagine, e così via.

    [Tweet ""La Ricerca di Google vuol restituire la miglior risposta possibile per una domanda di un utente""]

     

     

    Su cosa ha puntato di più Google negli ultimi anni?

    Nonostante sia attiva su tantissimi progetti e alcuni molto diversi tra loro, Google non ha mai smesso di migliorare e sviluppare il sistema di ricerca e, attraverso Android, ha portato tutte le informazioni in suo possesso direttamente nelle nostre tasche.

    La naturale conseguenza è che si è creata una posizione di monopolio nella ricerca: nessuno usa più alternative come bing o yahoo. Avere informazioni sempre aggiornate e con contenuti di qualità significa avere sempre maggiori utenti che cercheranno risposte alle loro domande sul motore di ricerca, e di conseguenza porta maggiori attività ad essere interessate in visibilità tramite annunci a pagamento sulla ricerca Google. Infatti, tra le altre iniziative, Google negli anni ha invitato i titolari di attività a prendere possesso della loro presenza su Google PlacesGoogle+ Local  – Google My Business, dapprima inviando lettere cartacee e successivamente sulla sua stessa piattaforma Adwords, con annunci simili a questo sotto:

    google my business2016-01-22_19h29_44

    Anche perchè il guadagno di Google entra quasi totalmente dalla sua piattaforma pubblicitaria AdWords, ovvero gli annunci in giallo (come quei due sopra) che ci compaiono assieme ai risultati di ricerca, con un milione di inserzionisti in tutto il mondo e un guadagno sempre in costante crescita e qualcosa come 66 e rotti miliardi di dollari di utili solo nel 2014. Ma, tornando a noi:

    E’ vero o falso quindi che Google non promuove il Virtual Tour?

    In realtà a mio avviso è sbagliata la domanda, dato che Google quando rende più utile Google Maps aggiornando Street View o aggiungendo nuove caratteristiche all’app, sta migliorando l’esperienza d’uso a chi utilizzerà questi servizi dando più valore anche alle attività che hanno già investito sul servizio Street View. Non solo: essendo il Virtual Tour integrato nelle ricerche, incluso nella scheda aziendale e Adwords lo strumento di promozione per chi ha un’attività, quando Google promuove il servizio gratuito di My Business sta indirettamente promuovendo anche il Virtual Tour e le altre soluzioni a pagamento.

     

    In termini di miglioramento di visibilità sulla ricerca Google, il tour rappresenta un insieme di immagini, e pur essendo un indice di completamento della scheda, non compie miracoli. Tuttavia, la differenza la fa poi l’ottimizzazione della scheda My Business, ovvero fornire informazioni coerenti, consistenti in tutta la nostra presenza online dell’attività. Infatti negli ultimi mesi ho notato molti errori più o meno gravi che limitano la visibilità dell’attività – (se volete, contattatemi in privato per visionare qualche esempio). Questo perchè il modo in cui gli “spider” leggono e catalogano le informazioni sulle attività in modo diverso da come le leggiamo noi. Il virtual tour, preso singolarmente, è uno dei fattori ma lo è insieme a molti altri, e comprendere questo passaggio è molto importante.

    [tweet “”Il Virtual Tour è uno dei fattori di ottimizzazione, assieme a molti altri””]

    Negli ultimi mesi infatti numerose agenzie hanno colto l’opportunità di proporre lo Street View su larga scala, ingaggiando call center e “operatori”che percepiscono un compenso che va da 50 a 70\90 euro per realizzare le immagini panoramiche necessarie  in una piccola\media attività. Il Risultato è una standardizzazione del loro servizio e rendendolo sostanzialmente inutile per due motivi principali, il primo è la qualità fotografica: per le cifre da agenzia non si può certo ingaggiare un fotografo professionista che sappia creare valore alla vostra attività, ma al massimo qualcuno\a che si improvvisa tale e che farà di tutto per impiegare il minor tempo possibile a raccogliere le immagini. Il secondo motivo è legato all’ottimizzazione nella ricerca: standardizzando il servizio non c’è alcuna personalizzazione e tantomeno viene spiegato come può un titolare di un’attività continuare a mettere in atto quelle che sono le best pratics per migliorare la presenza online del proprio locale.

    Che ne pensate? Siete d’accordo? Nel salutarvi vi lascio con questa vecchia frase di uno storico britannico. Dite la vostra!
    [tweet “”Chi vuol cogliere il frutto deve salire sull’albero” T. Fuller “]

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    Il CTR è un fattore di ranking : come cogliere questa opportunità per le nuove attività?

    local search google

    Google in un post pubblico ha confermato ufficialmente che il tasso di click degli utenti influisce nei risultati di ricerca. In questo articolo spiego quali sono alcuni dei fattori più rilevanti e come le nuove attività possono utilizzare il passaparola che fanno gli utenti per tentare di posizionare la loro attività nei risultati in maniera migliore.
    serp google

    Questo grafico mostra come si comportano gli utenti su Google quando effettuano una ricerca: anche se è scontato, ci fa capire quanto sia importante adottare tutte quelle operazioni che ci fanno scalare l’elenco dei risultati. Più siamo in alto, più è facile che veniamo cliccati e di conseguenza scelti. Prima di andare avanti, un piccolo glossario dei termini:

    • Il CTR (Click-Trough-Rate) è il rapporto tra le visualizzazioni complessive di un risultato ( un’attività o un annuncio pubblicitario ) e i click che quest’ultimo ha ricevuto. Questo dato ci permette di capire qual è l’interesse verso la nostra attività ( o verso il nostro annuncio ) da parte di un visitatore.
    • Local Search: Quando scriviamo qualcosa su Google, l’algoritmo cerca di capire se è di carattere locale (se ci interessa trovare una pizza, una farmacia , un servizio o un’attività nella zona) o di carattere universale (universal search). Un’attività è collegata alla ricerca locale tramite Google My Business.

    Nell’esempio del grafico sopra,  il primo risultato è quello che ottiene quasi il 40% di CTR, ovvero possiamo dire che su 100 persone, oltre 35 scelgono di cliccare il primo risultato e 12 il secondo. Anche se non rappresenta una scelta definitiva, ma soltanto una manifestazione d’interesse, essere tra i primissimi risultati in modo naturale è un obiettivo da cercare di perseguire.

    La Local Search Google viene prima dei siti web

    Se non è la prima volta che mi leggi o qui o nel mio gruppo facebook, probabilmente saprai già che quando facciamo una ricerca di carattere locale, come “pizza da asporto” o “farmacia più vicina” i primissimi risultati non riguardano più i siti web ma le schede aziendali di Google My Business :

    farmacia senigallia

    andiamo quindi a capire come cercare di comparire meglio in questi risultati:

    I fattori che ne influenzano il posizionamento nella Local Search

    Anche su questo ne ho parlato a lungo nel mio gruppo Facebook e nei precedenti articoli del blog, ma riassumendo in sintesi, ci sono decine di fattori che utilizza l’algoritmo Google per rispondere meglio ad una ricerca di un’utente e restituire così il miglior risultato possibile. A livello ufficiale, Google li redistribuiva prima in 3 categorie principali, poi ne ha aggiunto una quarta che comunque chi era del settore già conosceva:

    • Rilevanza: quanto un’attività soddisfa quello che una persona sta cercando. E’ importante far comprendere bene a Google di cosa si occupa un’attività, così che l’algoritmo possa restituirla con più facilità.
    • Distanza: quanto è distante l’attività dal luogo in cui viene fatta una ricerca. Google lo sa tramite il GPS, la WiFi o la triangolazione GSM.
    • Prominenza: quanto è autorevole per Google un’attività. Si basa su anzianità, informazioni che trova nel web, recensioni, e molto altro. Inoltre, Google intende come prominenza anche il volume di traffico della scheda Google My Business, nonchè i click che ottiene per telefonate, indicazioni stradali, per vedere il sito web, etc.

    Ora, anche se per chi si occupa di Local Search non era una novità, c’è la conferma ufficiale, sostenendo che anche la cronologia di ricerca di altri utenti serve a Google per influenzare i risultati. Ovvero, se cerco “pizza da asporto” e molti utenti cliccano una determinata pizzeria con più frequenza rispetto ad altre, questa è destinata a salire nei risultati di ricerca. Questa informazione è stata resa pubblica da un post, poi modificato e apparso su advertisercommunity.com, la comunità online dei pubblicitari di Google, che Mark Traphagen ha pubblicato su Google+ e che LocalStrategy.it ha ripreso nel suo blog:

    local seo

    Un esempio: il Mascalzone

    Questa cosa a dire la verità l’avevo già potuta constatare nel periodo estivo: scrivendo infatti su Google.it ” discoteca a Senigallia” , Google restituiva come prima opzione il Mascalzone che nella stagione estiva,  oltre al ristorante nel dopocena organizza dj set . Oggi invece con la query “discoteca a Senigallia” le prime due discoteche sono Megà e Mamamia, e solo terzo il Mascalzone:

    discoteche a senigallia

    Questo avviene perchè nel periodo invernale le persone, quando cercano “discoteca a Senigallia“, cliccano meno sul locale Mascalzone, consapevoli che il locale è discoteca solo nel periodo estivo e che le alternative nel periodo invernale sono appunto megà e mamamia, e di fatto questo ne influenza il risultato. Ricordiamoci infatti che Google ha sempre l’obiettivo di fornire la miglior risposta possibile a una domanda di un utente.

    Un opportunità che le nuove attività non colgono

    Ora sappiamo che il comportamento degli utenti influenza il posizionamento dei risultati. Questo in realtà è un’opportunità molto interessante per le attività fresche di apertura, ecco perchè:

    Supponiamo che io voglia aprire un nuovo ristorante di pesce, e che si chiamerà ( nome di fantasia ) Zeus, a Senigallia. Nella fase iniziale di apertura ho tutto l’interesse di far conoscere a più persone possibili della nuova apertura del ristorante e così investo in pubblicità, sia offline che online, articoli di giornali, camionvela, volantini, etc. Come in ogni nuova apertura il passaparola in una prima fase è molto presente, specie nel settore legato all’alimentazione. Supponiamo che, con nomi di fantasia, un certo Mario Rossi parla con Gennaro Esposito e dice ” oh hai visto che ha aperto quel nuovo ristorante? lo andiamo a provare? “. Gennaro, incuriosito, torna a casa e cercherà maggiori informazioni su questo Zeus, e come viene naturale a ognuno di noi, digiterà su Google “Zeus Senigallia“.

    Ma facciamo un piccolo passo indietro: in una prima fase di promozione dell’attività, di partenza, si tende a fare una pagina Facebook e\o un sito web e un articolo su un quotidiano locale, più altre iniziative. Forse non tutti sanno che l’algoritmo di Google, quando ritiene di avere sufficienti conferme che l’attività esista davvero, nell’ottica di avere sempre informazioni aggiornate nel suo ecosistema, pubblica una scheda aziendale con informazioni di base pescando le informazioni che trova nel web. Ora, sapendo che il comportamento degli utenti influenza il posizionamento organico nei risultati, potremo utilizzare questo picco d’interesse, tipico delle prime fasi di una attività, per facilitare il posizionamento della nostra attività su Google. Ecco i due scenari:

    SCENARIO 1 : nessuna operazione fatta nella Local Search

    Gennaro arriva a casa, cerca su Google.it “Zeus Senigallia” e nella migliore delle ipotesi, se l’algoritmo Google ha avuto sufficienti conferme, troverà nella parte destra dei risultati di ricerca delle informazioni di base simile a questa qui sotto. Nello scenario peggiore troverà solo vaghe informazioni di siti web che ne hanno parlato, senza nessun riquadro aziendale sulla destra.

    Di fronte questo scenario Gennaro capisce grossomodo la zona dove è situato e dovrà continuare a trovare altre informazioni per scoprire di più su questo Zeus.

    SCENARIO 2 : presenza ottimizzata nella Local Search

    Con questo scenario abbiamo due benefici: il primo, è che per chi ci scopre per la prima volta, faremo un ottima prima impressione, fornendo tutte le informazioni di cui necessita. Ho fatto una demo prendendo spunto dalle foto fatte agli amici del Raggiazzurro di Senigallia:


    2015-12-07_15h34_27

    Con belle fotografie di piatti, un tour virtuale Street View, delle recensioni di clienti, la posizione esatta sulla mappa e orari di apertura, Gennaro rimane molto più positivamente impressionato, percependo un senso di fiducia, di attenzione e senso di valore. Intanto, e questo è il secondo beneficio, con una scheda ottimizzata e il tasso di click degli utenti, aumenta anche il posizionamento nei risultati di ricerca, perchè l’algoritmo riterrà più interessante mostrare questa attività, visto che ha un grosso volume di traffico e di click rispetto ad altre. In pratica con una scheda ottimizzata si otterranno miglioramenti anche per le ricerche per categoria (ristorante di pesce). E, tornando al primo grafico dell’articolo, più è ben posizionata un’attività, più è facile che rimanga tra le prime posizioni anche in seguito.

    2015-12-07_15h48_12


    A questo punto a scanso di equivoci, ricordo due cose: la presenza su Google è gratuita, e potete visitare questa mia guida se vi serve una mano. L’ottimizzazione della Local Search, che includo nel mio servizio Street View, permette di avere il massimo rendimento possibile lavorando di fino sulle informazioni che Google riceve sulla vostra attività, utilizzando tecniche, tip & tricks che hanno sperimentato con successo Local SEO internazionali che seguo quotidianamente e acquisendo informazioni che vi permetteranno di continuare ad incrementare la visibilità della vostra attività nel tempo anche in modo autonomo.

    Inoltre, è doveroso specificare e ribadire ancora una volta che nessuno può influenzare i risultati di ricerca, e questo articolo vuol’essere solo una dimostrazione di come funziona la ricerca Google in ambito locale e come possa essere sfruttata a proprio vantaggio: i risultati non tarderanno ad arrivare, come dimostrano le decine di recensioni di miei clienti soddisfatti.

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    Fonti: LocalStrategy.it advertisercommunity.com

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