10 cose da sapere sulle nuove pubblicità locali di Google Maps

Qualche giorno fa ho anticipato ai presenti del mio gruppo facebook quali saranno le novità di Google Adwords, la piattaforma pubblicitaria del motore di ricerca, relative a Google Maps. In questo post vorrei approfondire il tema spiegando meglio cosa cambia e cosa è bene sapere per chi ha un attività o chi opera nel settore web:

1. Cosa cambia nelle pubblicità locali di Google Maps?

L’obiettivo di Google è quello di aiutare le attività a essere ben visibili quando qualcuno nelle vicinanze sta cercando posti o maggiori informazioni, come ad esempio qualcosa da da mangiare o comprare. Questo avverrà gradualmente rilasciando nuove tipologie di inserzioni, come ad esempio i promoted pins: si tratta di pin che sono messi in evidenza sulla mappa e contengono promozioni e\o coupon sconto, pagine aziendali personalizzabili, e in alcune tipologie di attività permettono di effettuare la ricerca dei prodotti effettivamente disponibili in quel negozio. Ne parlo più avanti, ma andiamo per ordine:

2. Dove verranno mostrate le nuove pubblicità?

Le nuove forme di pubblicità verranno mostrate sulla app di Google Maps, su tutti i siti (desktop, mobile, tablet) di Google Maps e sui risultati di Google.it quando clicchiamo su “altri luoghi”.

Nella schermata sotto siamo nell’app Google Maps e potremo vedere così un inserzione di colore viola sia sulla mappa che sul primo risultato di ricerca.

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Qui siamo invece sul sito desktop: l’annuncio comparirà in prima posizione e nella mappa l’attività sponsorizzata, sempre in colore viola. Lo stesso avviene quando da Google.it clicchiamo su “altri luoghi”.
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3. Perchè Google sta facendo questi cambiamenti?

Durante l’evento di presentazione Google ha mostrato alcune statistiche che chiunque si occupi di digital marketing si dovrebbe tenere in considerazione, e queste nuove forme di pubblicità dovrebbero aiutare a colmare il gap tra il mondo virtuale e quello reale. Eccole qui:

  • L‘84% delle persone conduce ricerche locali
  • Circa il 90% delle vendite a livello mondiale avverrà nei negozi fisici, invece che online.
  • Un terzo delle ricerche effettuate in mobilità sono legate alla posizione in cui una persona si trova.
  • Nell’ultimo anno, le ricerche locali, ovvero intente a trovare qualcosa nelle immediate vicinanze, sono cresciute del 50% più veloce rispetto a quelle globali.
  • Le ricerche effettuate su Google guidano 1,5 miliardi di destinazioni ogni anno.
  • Tre persone su quattro che cercano qualcosa nelle vicinanze finiscono per visitare il negozio o l’attività. Nel caso dei negozi, il 28% si conclude con un acquisto.

Sulla base di questi numeri, se si ha quindi un attività con una sede fisica è diventato fondamentale rendere semplicissimo trovarti online quando le persone cercano i tuoi prodotti o servizi. E questa per chi mi conosce sa che non è una novità: potreste utilizzare tutti i migliori canali pubblicitari esistenti, online e offline, e nella stragrande maggioranza dei casi questi porteranno le persone a voler scoprire di più su di voi con una ricerca online.

Infatti, di recente da uno studio fatto su 8000 persone in USA a cui era stato chiesto, tramite scelta multipla, che cosa hanno utilizzato negli ultimi 7 giorni per scegliere un ristorante, la risposta è stata:

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Risultato? Tre persone su quattro utilizzano i motori di ricerca, uno su due visita il sito web del ristorante, solo uno su tre va a vedere i siti di recensioni. fonte

4. Cosa sono i nuovi promoted pins?

I “Promoted Pins” sono la vera novità di questo aggiornamento. Ecco un esempio:

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In pratica, questi Pin sono progettati per aiutare le attività a distinguersi per le persone che sono nelle vicinanze o stanno per recarsi in un determinato posto. Supponiamo infatti che tu abbia un ristorante: un annuncio ben studiato potrebbe convincere qualcuno di passaggio da quelle parti a invogliare a mangiare proprio nel tuo locale, oppure se hai uno stabilimento balneare potresti catturare l’attenzione rispetto alla massa proponendo un offerta unica o un esperienza diversa!

Un altra cosa che si nota è che in questi promoted pins c’è la possibilità di abbinare una promozione nel negozio ( nel caso sopra i 3$ scontati per liquido di lenti), e con la giusta offerta si può veramente ottenere notevoli risultati. Questa soluzione potrebbe essere davvero interessante: pensate infatti a un quartiere o una parte della città dove diversi negozi e attività utilizzino i promoted pins, tutti nello stesso periodo temporale, per portare maggior traffico di persone in quella determinata area. Molto interessante, no?

5. Come sceglie quali annunci mostrare l’algoritmo di Google?

L’algoritmo usa una varietà di segnali, tra cui :

  • Frase che l’utente sta cercando sulla app o su Google ( “profumeria vicino a…., pizzeria…”)
  • Luogo in cui la persona effettua la ricerca
  • Cronologia di navigazione per capire a cosa è interessato maggiormente (cosa ha cercato in precedenza la persona?)
  • Interessi ( siti visitati, etc )
  • Comportamenti
  • Ora del giorno
  • Demografia

Un ulteriore esempio? Google usa la posizione del vostro dispositivo per capire dove siete. Quindi, se negli ultimi mesi non siete mai stati in una posizione in cui si trova un ristorante, l’algoritmo eviterà di mostrarvi gli annunci simili per ristoranti, privilegiando altre tipologie di attività più idonee a voi e ai vostri interessi. Invece, se in base alla posizione avete visitato negozi per fare shopping, è probabile che vi mostrerà con più facilità le inserzioni relative a promozioni di negozi nelle vicinanze che potrebbero interessarvi.

6. Cos’altro cambia con Google Maps?

Il look delle pagine aziendali di Google dovrebbe essere personalizzabile a seconda della tipologia d’attività.  Le pagine quindi, oltre a informazioni base come indirizzo e indicazioni stradali,  telefono, sito web e orari, potranno contenere anche offerte che sono uniche per quella posizione ( ad esempio un % di sconto su un elemento specifico in quel negozio)  e consentire di controllare i prodotti disponibili.

Nell’esempio sotto, è possibile controllare se c’è effettiva disponibilità di un prodotto specifico. Ma nel caso di un ristorante, potrebbe esserci la prenotazione di un tavolo ( anche grazie al recente accordo tra The Fork, di Tripadvisor, e Google, per il quale potranno presto arrivare le prenotazioni su Google Maps )

 

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7. Come posso far sapere a Google quali prodotti ho disponibili nel mio negozio?

Ne avevo parlato qualche mese fa su Google Merchants e Google Shopping. Al momento non è ancora attivo in Italia, in pratica si collega l’inventario dei prodotti del vostro negozio al database online rispettando le richieste e il formato di Google Merchant, oppure scriverli a mano. Per maggiori info: https://support.google.com/merchants/answer/3061342?hl=it&ref_topic=3052707

8. Quanto e come sarà conteggiato il costo della nuova tipologia di annunci?

Gli inserzionisti saranno addebitati sulla base del costo di click per compiere un azione specifica, come ad esempio: Ottenere dettagli della posizione del luogo – Ottenere indicazioni stradali – Ottenere telefonate. 

9. I nuovi annunci di ricerca locali sono già attivi?

No, sono in fase beta nel momento in cui scrivo (3 Giugno), ma stando a quanto dicono nei forum online, entro i prossimi tre mesi saranno rilasciati progressivamente agli inserzionisti di Adwords.

10. Cosa dovrebbero fare le attività che hanno una sede fisica ora?

Se già utilizzate Adwords, è importante abilitare le estensioni di località, infatti solo questi ultimi inserzionisti hanno accesso alle nuove tipologie di inserzioni. Intanto, preparate al meglio la vostra attività per chi vi cerca, fornendo loro quante più informazioni possibili, offrite loro trasparenza e fiducia, chiedete ai vostri clienti di raccontare la loro esperienza sulle recensioni di Google, utilizzate fotografie professionali e, last but not least, affidatevi a persone affidabili ed esperte in materia per scoprire nel dettaglio come funziona la ricerca locale su Google e quali azioni è necessario intraprendere per farsi trovare e farsi scegliere 😉

Nel precedente articolo ho stilato qualche prezioso consiglio su Google My Business: leggilo qui

Leggi l’articolo completo sulle novità Adwords ( in inglese ) : articolo completo nel blog Google

Guarda come ho aiutato le attività in zona a crescere con il mio servizio StreetView & LocalSearch: guardale qui e leggi le loro testimonianze

Alla prossima!

 

 

Il CTR è un fattore di ranking : come cogliere questa opportunità per le nuove attività?

local search google

Google in un post pubblico ha confermato ufficialmente che il tasso di click degli utenti influisce nei risultati di ricerca. In questo articolo spiego quali sono alcuni dei fattori più rilevanti e come le nuove attività possono utilizzare il passaparola che fanno gli utenti per tentare di posizionare la loro attività nei risultati in maniera migliore.
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Questo grafico mostra come si comportano gli utenti su Google quando effettuano una ricerca: anche se è scontato, ci fa capire quanto sia importante adottare tutte quelle operazioni che ci fanno scalare l’elenco dei risultati. Più siamo in alto, più è facile che veniamo cliccati e di conseguenza scelti. Prima di andare avanti, un piccolo glossario dei termini:

  • Il CTR (Click-Trough-Rate) è il rapporto tra le visualizzazioni complessive di un risultato ( un’attività o un annuncio pubblicitario ) e i click che quest’ultimo ha ricevuto. Questo dato ci permette di capire qual è l’interesse verso la nostra attività ( o verso il nostro annuncio ) da parte di un visitatore.
  • Local Search: Quando scriviamo qualcosa su Google, l’algoritmo cerca di capire se è di carattere locale (se ci interessa trovare una pizza, una farmacia , un servizio o un’attività nella zona) o di carattere universale (universal search). Un’attività è collegata alla ricerca locale tramite Google My Business.

Nell’esempio del grafico sopra,  il primo risultato è quello che ottiene quasi il 40% di CTR, ovvero possiamo dire che su 100 persone, oltre 35 scelgono di cliccare il primo risultato e 12 il secondo. Anche se non rappresenta una scelta definitiva, ma soltanto una manifestazione d’interesse, essere tra i primissimi risultati in modo naturale è un obiettivo da cercare di perseguire.

La Local Search Google viene prima dei siti web

Se non è la prima volta che mi leggi o qui o nel mio gruppo facebook, probabilmente saprai già che quando facciamo una ricerca di carattere locale, come “pizza da asporto” o “farmacia più vicina” i primissimi risultati non riguardano più i siti web ma le schede aziendali di Google My Business :

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andiamo quindi a capire come cercare di comparire meglio in questi risultati:

I fattori che ne influenzano il posizionamento nella Local Search

Anche su questo ne ho parlato a lungo nel mio gruppo Facebook e nei precedenti articoli del blog, ma riassumendo in sintesi, ci sono decine di fattori che utilizza l’algoritmo Google per rispondere meglio ad una ricerca di un’utente e restituire così il miglior risultato possibile. A livello ufficiale, Google li redistribuiva prima in 3 categorie principali, poi ne ha aggiunto una quarta che comunque chi era del settore già conosceva:

  • Rilevanza: quanto un’attività soddisfa quello che una persona sta cercando. E’ importante far comprendere bene a Google di cosa si occupa un’attività, così che l’algoritmo possa restituirla con più facilità.
  • Distanza: quanto è distante l’attività dal luogo in cui viene fatta una ricerca. Google lo sa tramite il GPS, la WiFi o la triangolazione GSM.
  • Prominenza: quanto è autorevole per Google un’attività. Si basa su anzianità, informazioni che trova nel web, recensioni, e molto altro. Inoltre, Google intende come prominenza anche il volume di traffico della scheda Google My Business, nonchè i click che ottiene per telefonate, indicazioni stradali, per vedere il sito web, etc.

Ora, anche se per chi si occupa di Local Search non era una novità, c’è la conferma ufficiale, sostenendo che anche la cronologia di ricerca di altri utenti serve a Google per influenzare i risultati. Ovvero, se cerco “pizza da asporto” e molti utenti cliccano una determinata pizzeria con più frequenza rispetto ad altre, questa è destinata a salire nei risultati di ricerca. Questa informazione è stata resa pubblica da un post, poi modificato e apparso su advertisercommunity.com, la comunità online dei pubblicitari di Google, che Mark Traphagen ha pubblicato su Google+ e che LocalStrategy.it ha ripreso nel suo blog:

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Un esempio: il Mascalzone

Questa cosa a dire la verità l’avevo già potuta constatare nel periodo estivo: scrivendo infatti su Google.it ” discoteca a Senigallia” , Google restituiva come prima opzione il Mascalzone che nella stagione estiva,  oltre al ristorante nel dopocena organizza dj set . Oggi invece con la query “discoteca a Senigallia” le prime due discoteche sono Megà e Mamamia, e solo terzo il Mascalzone:

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Questo avviene perchè nel periodo invernale le persone, quando cercano “discoteca a Senigallia“, cliccano meno sul locale Mascalzone, consapevoli che il locale è discoteca solo nel periodo estivo e che le alternative nel periodo invernale sono appunto megà e mamamia, e di fatto questo ne influenza il risultato. Ricordiamoci infatti che Google ha sempre l’obiettivo di fornire la miglior risposta possibile a una domanda di un utente.

Un opportunità che le nuove attività non colgono

Ora sappiamo che il comportamento degli utenti influenza il posizionamento dei risultati. Questo in realtà è un’opportunità molto interessante per le attività fresche di apertura, ecco perchè:

Supponiamo che io voglia aprire un nuovo ristorante di pesce, e che si chiamerà ( nome di fantasia ) Zeus, a Senigallia. Nella fase iniziale di apertura ho tutto l’interesse di far conoscere a più persone possibili della nuova apertura del ristorante e così investo in pubblicità, sia offline che online, articoli di giornali, camionvela, volantini, etc. Come in ogni nuova apertura il passaparola in una prima fase è molto presente, specie nel settore legato all’alimentazione. Supponiamo che, con nomi di fantasia, un certo Mario Rossi parla con Gennaro Esposito e dice ” oh hai visto che ha aperto quel nuovo ristorante? lo andiamo a provare? “. Gennaro, incuriosito, torna a casa e cercherà maggiori informazioni su questo Zeus, e come viene naturale a ognuno di noi, digiterà su Google “Zeus Senigallia“.

Ma facciamo un piccolo passo indietro: in una prima fase di promozione dell’attività, di partenza, si tende a fare una pagina Facebook e\o un sito web e un articolo su un quotidiano locale, più altre iniziative. Forse non tutti sanno che l’algoritmo di Google, quando ritiene di avere sufficienti conferme che l’attività esista davvero, nell’ottica di avere sempre informazioni aggiornate nel suo ecosistema, pubblica una scheda aziendale con informazioni di base pescando le informazioni che trova nel web. Ora, sapendo che il comportamento degli utenti influenza il posizionamento organico nei risultati, potremo utilizzare questo picco d’interesse, tipico delle prime fasi di una attività, per facilitare il posizionamento della nostra attività su Google. Ecco i due scenari:

SCENARIO 1 : nessuna operazione fatta nella Local Search

Gennaro arriva a casa, cerca su Google.it “Zeus Senigallia” e nella migliore delle ipotesi, se l’algoritmo Google ha avuto sufficienti conferme, troverà nella parte destra dei risultati di ricerca delle informazioni di base simile a questa qui sotto. Nello scenario peggiore troverà solo vaghe informazioni di siti web che ne hanno parlato, senza nessun riquadro aziendale sulla destra.

Di fronte questo scenario Gennaro capisce grossomodo la zona dove è situato e dovrà continuare a trovare altre informazioni per scoprire di più su questo Zeus.

SCENARIO 2 : presenza ottimizzata nella Local Search

Con questo scenario abbiamo due benefici: il primo, è che per chi ci scopre per la prima volta, faremo un ottima prima impressione, fornendo tutte le informazioni di cui necessita. Ho fatto una demo prendendo spunto dalle foto fatte agli amici del Raggiazzurro di Senigallia:


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Con belle fotografie di piatti, un tour virtuale Street View, delle recensioni di clienti, la posizione esatta sulla mappa e orari di apertura, Gennaro rimane molto più positivamente impressionato, percependo un senso di fiducia, di attenzione e senso di valore. Intanto, e questo è il secondo beneficio, con una scheda ottimizzata e il tasso di click degli utenti, aumenta anche il posizionamento nei risultati di ricerca, perchè l’algoritmo riterrà più interessante mostrare questa attività, visto che ha un grosso volume di traffico e di click rispetto ad altre. In pratica con una scheda ottimizzata si otterranno miglioramenti anche per le ricerche per categoria (ristorante di pesce). E, tornando al primo grafico dell’articolo, più è ben posizionata un’attività, più è facile che rimanga tra le prime posizioni anche in seguito.

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A questo punto a scanso di equivoci, ricordo due cose: la presenza su Google è gratuita, e potete visitare questa mia guida se vi serve una mano. L’ottimizzazione della Local Search, che includo nel mio servizio Street View, permette di avere il massimo rendimento possibile lavorando di fino sulle informazioni che Google riceve sulla vostra attività, utilizzando tecniche, tip & tricks che hanno sperimentato con successo Local SEO internazionali che seguo quotidianamente e acquisendo informazioni che vi permetteranno di continuare ad incrementare la visibilità della vostra attività nel tempo anche in modo autonomo.

Inoltre, è doveroso specificare e ribadire ancora una volta che nessuno può influenzare i risultati di ricerca, e questo articolo vuol’essere solo una dimostrazione di come funziona la ricerca Google in ambito locale e come possa essere sfruttata a proprio vantaggio: i risultati non tarderanno ad arrivare, come dimostrano le decine di recensioni di miei clienti soddisfatti.

La conoscenza è potere. Rimani aggiornato sulle ultime novità, iscriviti nel mio gruppo su facebook dedicato alla Local Search, iscriviti qui.


 

Se preferisci puoi lasciare un recapito e verrai ricontattato.

Fonti: LocalStrategy.it advertisercommunity.com

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    Buy With Google, la rivoluzione nelle ricerche per i negozi

    buy with google

    A breve il colosso del web inserirà il pulsante ” compra ” nei risultati di ricerca su mobile, per poi inserirlo anche nelle ricerche da desktop. Questo pulsante ha un grosso significato e cambierà nel lungo periodo la nostra esperienza di navigazione: se finora abbiamo utilizzato Google come mezzo per trovare altri siti su cui raggiungere il fine ( come ad esempio acquistare un prodotto ), a breve i passaggi “cerca-trova-compra” le compieremo direttamente all’interno del sito Google:

    Come funziona?

    L’utente, cliccando sul pulsante compra, verrà reindirizzato su una pagina di Google dove potrà decidere caratteristiche dell’oggetto e procedere al saldo tramite Google Wallet e le diverse forme di pagamento che la piattaforma pubblicitaria mette a disposizione. Il bene sarà comunque venduto e spedito direttamente dal rivenditore, che ha pagato Google per l’inserzione per campagne PPC. La cosa interessante è quindi che Google guadagnerà dal click singolo dell’utente nei risultati di ricerca, e non ci saranno commissioni come avviene invece per Amazon ed Ebay. Il modello di business non cambia, almeno per ora: alcuni osservatori fanno notare che sugli schermi degli smartphone c’è meno spazio per far comparire inserzioni e gli utenti tendono a utilizzare le app di rivenditori come Amazon o Ebay, dove l’acquisto appare più semplice, scavalcando così Google.

    Cosa cambia in ambito locale?

    Questa di fatto è una grossa opportunità per le attività, che possono così sfruttare un nuovo canale per iniziare a vendere online i propri prodotti, destinando un budget predefinito in advertising online e senza dover fare i conti tra commissioni  e intermediari vari, ma soltanto sulla base dei risultati delle campagne (che non è comunque poco). Qualcosa di simile tuttavia c’è già, ovvero Google Shopping, anche se di fatto attualmente reindirizza i prodotti mostrati nei risultati di ricerca al sito web dell’inserzionista, invece che intrattenere l’utente su una pagina Google. In ambito locale invece potrebbe essere interessante lo sviluppo di Google Express, ovvero il servizio di consegna a domicilio che già a San Francisco e in altre città americane è già attivo, servendo cosi 7 milioni di persone e offrendo loro la consegna in giornata delle merci.  Quindi, se state iniziando a pensare a vendere online, il tasto buy with Google rappresenta un aiuto notevole per semplificare le cose, e sarà interessante rimanere sintonizzati e vedere gli sviluppi.

    Considerazioni personali

    Questo fatto può rappresentare un cambiamento importante per l’azienda che fin’ora si è limitata a incassare cifre da capogiro da altri siti che erano ben felici di pagare Google (tramite Adwords) per essere ben posizionati nei risultati. Un uso sapiente di questi strumenti, uniti a budget pubblicitari elevati, ha creato colossi come Amazon, Ebay e Booking, ecc. Google è in una posizione dominante in questa partita e sa di poter fare il bello e il cattivo tempo decidendo chi e come deve stare su Internet: non è solo un motore di ricerca ma è la rete, ovvero tutte le ricerche online passano attraverso Big G, e la nostra esperienza di navigazione spesso inizia dalla home page del browser, che è Google.it. Sembra quindi che Google si stia “stancando” di far guadagnare soldi sullo shopping online ad altri siti facendoli comparire grazie alla posizione che Google stessa concede loro, sapendo inoltre che i negozi sarebbero felici di non dare più commissioni a amazon e ebay ( dal 7 al 15 % per ogni acquisto ) e pagare Google solo per i click. Non è specificato se occorra un sito e-commerce per questa soluzione, ma probabilmente no. In un prossimo futuro quindi la vita si farà dura per Amazon, Ebay e Booking, ammesso che ne avranno ancora una.


     

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    Connect@you , il free wifi che funziona (e che fa fare bella figura)

    free wifi

    Oggi per un turista l’accesso a Internet è diventato fondamentale, in Italia tra cablaggi vecchi e linee ADSL lente abbiamo il nostro ben da fare, ma per fortuna ci sono servizi che permettono di recuperare un pò di terreno in materia proponendo sistemi all’avanguardia: lo scorso gennaio mi trovavo a Norcia per provare qualche prelibatezza locale al tartufo e ho così pranzato alla Taverna dei Priori. Dopo aver fatto l’ordinazione, tra una chiacchiera e l’altra volevo curiosare online per organizzare il pomeriggio, scoprendo però che il segnale del mio gestore in quel punto era scarso.

    Per curiosità ho allora provato a vedere se c’erano WiFi libere in zona, anche se ormai abituato (scoraggiato?) a lunghe trafile per poter navigare : “chiedi password, inserisci password, registrati online, inserisci tutti i tuoi dati, ecc” la voglia di continuare a navigare era poca. E invece, mi connetto alla rete wifi, in questo caso era tipo FreeWiFi@tavernadeipriori , il segnale era ottimo e la connessione immediata, e subito dopo mi compare una pagina tipo questa: Facebook CheckIn.

    connectatyou

    Ben sapendo che è necessario l’autenticazione di chi naviga per le reti WiFi pubbliche, non mi era mai comparso prima d’ora il sistema di autenticazione tramite Facebook,  e in questi casi la curiosità di provare la novità era elevata, più che altro per capire come funziona. Clicco sul Check-in, mi apre una pagina facebook dove mi chiede quali informazioni riceverà il wifi su di me e, se voglio, posso postare su facebook che sto navigando gratuitamente presso il locale in questione.

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    Con questo sistema, la maggior parte delle persone si sentirà in dovere di ricambiare la cortesia dell’attività che gli permette di navigare senza alcun costo, accettando ( è facoltativo ) a pubblicare il contenuto e menzionando il nome dell’attività (anche perchè diciamolo, c’è anche una buona parte di persone che si connette al WiFi solo per potersi registrare nei posti in cui si trova…). Vedi sotto:

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    Alla fine di questi due passaggi il sistema ci reindirizza alla pagina dell’attività dove l’utente può scegliere se mettere “mi piace” alla pagina, e continuare la navigazione. Il processo di connessione è semplice e l’esperienza di navigazione è ottima. Dal pubblico il WiFi è percepito come un servizio che dovrebbe essere offerto gratuitamente, e questo sistema permette la navigazione dei propri clienti con un sistema di autenticazione rapidissimo e che da inoltre un’ottima impressione per l’attività con un servizio semplice e funzionante . Offrire un servizio in modo gratuito, ma che poi non funziona come dovrebbe, fa storcere il naso ai clienti che sarebbero ben felici di usufruirne.

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    Per i miei servizi come Google Business View, mi è capitato che qualche attività dovesse inserire il WiFi, e per questo motivo mi sento di suggerire questo sistema, che non è naturalmente l’unico, ma mi sembra quello più completo e che prevede anche un ritorno di comunicazione e marketing per l’attività. Infatti, a breve diversi locali a Senigallia stanno includendo il Free Wifi di Connect@you. I costi prevedono una tantum iniziale di installazione e un piano semestrale o annuale per il mantenimento e l’uso della fanpage e sono molto accessibili. Per eventuali approfondimenti vi rimando al loro sito internet: www.connectatyou.com


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