10 cose da sapere sulle nuove pubblicità locali di Google Maps

Qualche giorno fa ho anticipato ai presenti del mio gruppo facebook quali saranno le novità di Google Adwords, la piattaforma pubblicitaria del motore di ricerca, relative a Google Maps. In questo post vorrei approfondire il tema spiegando meglio cosa cambia e cosa è bene sapere per chi ha un attività o chi opera nel settore web:

1. Cosa cambia nelle pubblicità locali di Google Maps?

L’obiettivo di Google è quello di aiutare le attività a essere ben visibili quando qualcuno nelle vicinanze sta cercando posti o maggiori informazioni, come ad esempio qualcosa da da mangiare o comprare. Questo avverrà gradualmente rilasciando nuove tipologie di inserzioni, come ad esempio i promoted pins: si tratta di pin che sono messi in evidenza sulla mappa e contengono promozioni e\o coupon sconto, pagine aziendali personalizzabili, e in alcune tipologie di attività permettono di effettuare la ricerca dei prodotti effettivamente disponibili in quel negozio. Ne parlo più avanti, ma andiamo per ordine:

2. Dove verranno mostrate le nuove pubblicità?

Le nuove forme di pubblicità verranno mostrate sulla app di Google Maps, su tutti i siti (desktop, mobile, tablet) di Google Maps e sui risultati di Google.it quando clicchiamo su “altri luoghi”.

Nella schermata sotto siamo nell’app Google Maps e potremo vedere così un inserzione di colore viola sia sulla mappa che sul primo risultato di ricerca.

google-maps-app-ads

Qui siamo invece sul sito desktop: l’annuncio comparirà in prima posizione e nella mappa l’attività sponsorizzata, sempre in colore viola. Lo stesso avviene quando da Google.it clicchiamo su “altri luoghi”.
google-maps-ad-desktop

3. Perchè Google sta facendo questi cambiamenti?

Durante l’evento di presentazione Google ha mostrato alcune statistiche che chiunque si occupi di digital marketing si dovrebbe tenere in considerazione, e queste nuove forme di pubblicità dovrebbero aiutare a colmare il gap tra il mondo virtuale e quello reale. Eccole qui:

  • L‘84% delle persone conduce ricerche locali
  • Circa il 90% delle vendite a livello mondiale avverrà nei negozi fisici, invece che online.
  • Un terzo delle ricerche effettuate in mobilità sono legate alla posizione in cui una persona si trova.
  • Nell’ultimo anno, le ricerche locali, ovvero intente a trovare qualcosa nelle immediate vicinanze, sono cresciute del 50% più veloce rispetto a quelle globali.
  • Le ricerche effettuate su Google guidano 1,5 miliardi di destinazioni ogni anno.
  • Tre persone su quattro che cercano qualcosa nelle vicinanze finiscono per visitare il negozio o l’attività. Nel caso dei negozi, il 28% si conclude con un acquisto.

Sulla base di questi numeri, se si ha quindi un attività con una sede fisica è diventato fondamentale rendere semplicissimo trovarti online quando le persone cercano i tuoi prodotti o servizi. E questa per chi mi conosce sa che non è una novità: potreste utilizzare tutti i migliori canali pubblicitari esistenti, online e offline, e nella stragrande maggioranza dei casi questi porteranno le persone a voler scoprire di più su di voi con una ricerca online.

Infatti, di recente da uno studio fatto su 8000 persone in USA a cui era stato chiesto, tramite scelta multipla, che cosa hanno utilizzato negli ultimi 7 giorni per scegliere un ristorante, la risposta è stata:

13332742_480698992123409_7381771944626291121_n

Risultato? Tre persone su quattro utilizzano i motori di ricerca, uno su due visita il sito web del ristorante, solo uno su tre va a vedere i siti di recensioni. fonte

4. Cosa sono i nuovi promoted pins?

I “Promoted Pins” sono la vera novità di questo aggiornamento. Ecco un esempio:

promoted pins

In pratica, questi Pin sono progettati per aiutare le attività a distinguersi per le persone che sono nelle vicinanze o stanno per recarsi in un determinato posto. Supponiamo infatti che tu abbia un ristorante: un annuncio ben studiato potrebbe convincere qualcuno di passaggio da quelle parti a invogliare a mangiare proprio nel tuo locale, oppure se hai uno stabilimento balneare potresti catturare l’attenzione rispetto alla massa proponendo un offerta unica o un esperienza diversa!

Un altra cosa che si nota è che in questi promoted pins c’è la possibilità di abbinare una promozione nel negozio ( nel caso sopra i 3$ scontati per liquido di lenti), e con la giusta offerta si può veramente ottenere notevoli risultati. Questa soluzione potrebbe essere davvero interessante: pensate infatti a un quartiere o una parte della città dove diversi negozi e attività utilizzino i promoted pins, tutti nello stesso periodo temporale, per portare maggior traffico di persone in quella determinata area. Molto interessante, no?

5. Come sceglie quali annunci mostrare l’algoritmo di Google?

L’algoritmo usa una varietà di segnali, tra cui :

  • Frase che l’utente sta cercando sulla app o su Google ( “profumeria vicino a…., pizzeria…”)
  • Luogo in cui la persona effettua la ricerca
  • Cronologia di navigazione per capire a cosa è interessato maggiormente (cosa ha cercato in precedenza la persona?)
  • Interessi ( siti visitati, etc )
  • Comportamenti
  • Ora del giorno
  • Demografia

Un ulteriore esempio? Google usa la posizione del vostro dispositivo per capire dove siete. Quindi, se negli ultimi mesi non siete mai stati in una posizione in cui si trova un ristorante, l’algoritmo eviterà di mostrarvi gli annunci simili per ristoranti, privilegiando altre tipologie di attività più idonee a voi e ai vostri interessi. Invece, se in base alla posizione avete visitato negozi per fare shopping, è probabile che vi mostrerà con più facilità le inserzioni relative a promozioni di negozi nelle vicinanze che potrebbero interessarvi.

6. Cos’altro cambia con Google Maps?

Il look delle pagine aziendali di Google dovrebbe essere personalizzabile a seconda della tipologia d’attività.  Le pagine quindi, oltre a informazioni base come indirizzo e indicazioni stradali,  telefono, sito web e orari, potranno contenere anche offerte che sono uniche per quella posizione ( ad esempio un % di sconto su un elemento specifico in quel negozio)  e consentire di controllare i prodotti disponibili.

Nell’esempio sotto, è possibile controllare se c’è effettiva disponibilità di un prodotto specifico. Ma nel caso di un ristorante, potrebbe esserci la prenotazione di un tavolo ( anche grazie al recente accordo tra The Fork, di Tripadvisor, e Google, per il quale potranno presto arrivare le prenotazioni su Google Maps )

 

google-mobile-local-business-page-revamp (1)

7. Come posso far sapere a Google quali prodotti ho disponibili nel mio negozio?

Ne avevo parlato qualche mese fa su Google Merchants e Google Shopping. Al momento non è ancora attivo in Italia, in pratica si collega l’inventario dei prodotti del vostro negozio al database online rispettando le richieste e il formato di Google Merchant, oppure scriverli a mano. Per maggiori info: https://support.google.com/merchants/answer/3061342?hl=it&ref_topic=3052707

8. Quanto e come sarà conteggiato il costo della nuova tipologia di annunci?

Gli inserzionisti saranno addebitati sulla base del costo di click per compiere un azione specifica, come ad esempio: Ottenere dettagli della posizione del luogo – Ottenere indicazioni stradali – Ottenere telefonate. 

9. I nuovi annunci di ricerca locali sono già attivi?

No, sono in fase beta nel momento in cui scrivo (3 Giugno), ma stando a quanto dicono nei forum online, entro i prossimi tre mesi saranno rilasciati progressivamente agli inserzionisti di Adwords.

10. Cosa dovrebbero fare le attività che hanno una sede fisica ora?

Se già utilizzate Adwords, è importante abilitare le estensioni di località, infatti solo questi ultimi inserzionisti hanno accesso alle nuove tipologie di inserzioni. Intanto, preparate al meglio la vostra attività per chi vi cerca, fornendo loro quante più informazioni possibili, offrite loro trasparenza e fiducia, chiedete ai vostri clienti di raccontare la loro esperienza sulle recensioni di Google, utilizzate fotografie professionali e, last but not least, affidatevi a persone affidabili ed esperte in materia per scoprire nel dettaglio come funziona la ricerca locale su Google e quali azioni è necessario intraprendere per farsi trovare e farsi scegliere 😉

Nel precedente articolo ho stilato qualche prezioso consiglio su Google My Business: leggilo qui

Leggi l’articolo completo sulle novità Adwords ( in inglese ) : articolo completo nel blog Google

Guarda come ho aiutato le attività in zona a crescere con il mio servizio StreetView & LocalSearch: guardale qui e leggi le loro testimonianze

Alla prossima!

 

 

5 suggerimenti e cose da sapere per la tua attività su Google My Business!

recensioni google maps

Una delle problematiche più comuni che mi trovo ad affrontare con i miei clienti è legato alla questione della scheda aziendale di Google My Business: tra informazioni errate, proprietari ignoti, recensioni e call center che vendono magici posizionamenti, questo articolo vuol’essere una semplice linea guida per imparare a conoscere e a utilizzare gli strumenti gratuiti che Google ci mette a disposizione per la nostra attività.

Questo anche perchè tra poche settimane, con l’arrivo della bella stagione, le attività si preparano a presentarsi al meglio agli occhi dei turisti e a delineare soluzioni e investimenti pubblicitari online. Ecco allora un piccolo vademecum di cose da sapere su Google My Business per la vostra attività, così da non farvi “pollare” 🙂

1. Google My Business è uno strumento gratuito!

Anche se l’ho scritto più volte, non mi stancherò mai di ripeterlo: la presenza online della vostra attività su Google è assolutamente gratuita. Tutto quello che vi serve è rivendicare la presenza online da www.google.com/business . Vi occorrerà soltanto una Gmail e in pochi minuti potreste rivendicare l’accesso della vostra scheda attività, o inserirla qualora non fosse già inserita.

2. Google non chiama mai per vendervi servizi

Moltissime aziende che si occupano di telemarketing, con l’arrivo della bella stagione, chiameranno nei vostri locali presentandosi come Google o come Google Partner. Quello che dovete sapere è che Google non chiamerà mai per vendervi servizi, e i Google Partners sono attività o consulenti che hanno acquisito una certificazione per Google Adwords, la pubblicità di Google. Purtroppo però, la maggior parte di “Google Partners” che si affidano al telemarketing, visti i costi che un call center comporta, sono quasi sempre grosse web agency che operano su scala nazionale con soluzioni pubblicitarie standardizzate e uguali per tutti.

Google Adwords è uno strumento fantastico e con un enorme potenziale, ma è fondamentale una analisi preventiva della vostra presenza online, risolvendo incongruenze e altre questioni che uno specialista può farvi notare (cosa che un’operatrice di un call center, pagata per ottenere un si o per un no, non può naturalmente fare, ne tantomeno un programmatore che fa siti web tutti uguali tra loro, uno dietro l’altro).

3. Nessuno può garantirvi un posizionamento migliore nei risultati di ricerca

telemarketing

Analogamente a quanto sopra, molte compagnie di telemarketing vi chiameranno per proporvi un miglioramento nei risultati di ricerca Google a un prezzo fisso. Questa cosa è assolutamente impossibile, nessuno può garantirvi un migliore posizionamento sui risultati di ricerca perchè come più volte Google ha spiegato, ci sono centinaia di parametri che influiscono nei risultati di ricerca e gli stessi risultati variano anche in base alla posizione dalla quale si effettua la ricerca. Basta andare sulla pagina di supporto Google per avere conferma:  https://support.google.com/webmasters/answer/35769?hl=it  e https://support.google.com/business/answer/6212928?hl=it , ecco un estratto:

  • Evita i trucchi per migliorare il posizionamento nei motori di ricerca. Una buona regola generale è chiederti se ti sentiresti a tuo agio nello spiegare il tuo comportamento a un sito web concorrente o a un dipendente di Google. Un altro test utile consiste nel chiederti se quanto stai facendo sarà d’aiuto ai tuoi utenti e se lo faresti ugualmente se i motori di ricerca non esistessero

Infatti, la cosa da sapere è questa: Google vuol sempre fornire la migliore risposta per una domanda di un utente, aumentare la visibilità della propria attività in modo organico nei risultati di ricerca è un operazione molto lenta, che richiede un’analisi preventiva e non può essere certo sintetizzata con una qualunque cifra una tantum. Si tratta quindi di far comprendere nel miglior modo possibile ai nostri clienti cosa facciamo, quali sono i nostri servizi con informazioni complete ed accurate.

E, come rispondevano le estetiste ai loro clienti quando chiedono loro se le alghe dimagranti di Wanna Marchi servissero per dimagrire, la risposta è “NO, e se ci cascate i fessi siete voi!”

4. Assicuratevi sapere chi è il proprietario della vostra scheda My Business!

Altra cosa da sapere: nella scheda aziendale Google ci sono due livelli di accesso: proprietario gestore. Il proprietario dovrebbe essere colui che è il legittimo titolare dell’attività, mentre che il gestore potrebbe essere il vostro “social media manager” o la persona che segue per voi la presenza online e carica contenuti. Sappiate inoltre che solo chi è autenticato come proprietario può far partire le campagne di Adwords Express per la vostra attività e eliminare la scheda dalle Google Maps. Quello che succede spesso è che il vero titolare non ha accesso, nemmeno come gestore. In questo modo alcune agenzie chiedono un canone annuo per il mantenimento della presenza online su Google Maps e  in alcuni casi mi è capitato che alcune attività siano state effettivamente rimosse dalle mappe Google senza che il legittimo titolare ne fosse a conoscenza.

Come fare: se avete affidato la presenza online a una web agency locale, poco importa:può essere sufficente contattarli e chiedere il trasferimento della proprietà della scheda, o almeno chiedere di inserirci come gestori qualora utilizzino quell’account per campagne Adwords Express. Il problema a mio avviso avviene quando abbiamo affidato la presenza online a compagnie che operano su scala nazionale, e che quindi vi chiedono una tariffa annua comprensiva di tutto: sito e presenza web. Come spiegato poche righe sopra, qualora decidiate di non rinnovare più l’abbonamento annuo, di fatto è possibile che vi tolgano la vostra attività dalle Google Maps, e con essa il ranking, l’anzianità e le recensioni. Agli occhi di Google, stando al’ultima telefonata fatta al supporto telefonico di Google My Business, il proprietario della scheda è chi la crea e non chi lo è effettivamente, e quindi l’operazione di rimozione nelle Mappe è moralmente scorretta ma comunque legittima.

Se siete in questi casi e non avete idea di chi possa avere accesso alla vostra scheda Google, potete risolvere cosi: una volta fatto l’accesso con l’account Google, andate su  https://business.google.com/add , digitate il nome della vostra attività e cliccate su “richiedi diritti amministrativi“. A questo punto dovreste seguire le istruzioni spiegando che siete i titolari dell’attività e desiderate richiedere la proprietà della scheda Google. Il supporto di Google My Business rigirerà la richiesta al proprietario della scheda e vi risponderà via mail sull’esito della risposta.

Ci sono tre scenari:

1)  il proprietario non risponde, e quindi dopo un po’ di tempo il team di Google My Business vi rigirerà la proprietà.

2) il proprietario risponde e accetta il trasferimento, e diventerete così i proprietari.

3) il proprietario rifiuta di trasferire la proprietà. In questo caso, e spero non vi accada, occorre insistere con il team di Google My Business, e manifestare loro l’intenzione di procedere per furto d’identità: per le assurde regole europee della privacy non potete sapere chi è la persona che è proprietario della scheda e a voi che ne siete i legittimi rappresentanti vi viene di fatto negato il trasferimento della scheda. Per Google la scheda aziendale è di chi la crea e non del legittimo rappresentante ( almeno stando al momento in cui scrivo, non escludo che in futuro le cose possano cambiare ) e quindi occorre armarsi di pazienza.

5. Controllate le statistiche e misurate il rendimento

Le statistiche della scheda Google permettono di analizzare quante volte viene visualizzata la nostra attività nei risultati di ricerca Google. Con le dovute precauzioni, può essere utilizzato anche come cartina di tornasole per investimenti pubblicitari tradizionali che non sono misurabili digitalmente (giornali, camionvela, etc).

I clic sulla scheda Google sono azioni che compiono gli utenti per indicazioni stradali, telefonate o visite al sito web e sono un indice di maggiore interesse da parte di chi vi sta visualizzando.

Andando un pò oltre, si può anche calcolare il tasso di interesse di chi vi cerca. Questo dato vi permette di capire come si comportano le persone quando vi cercano su Google e se dimostrano un interesse ulteriore, ed è semplicemente il rapporto tra tutti quelli che vi cercano e quelli che compiono un azione ulteriore, manifestando così un interesse superiore alla visualizzazione. Ecco un esempio di un ristorante a Senigallia, e il tasso di click si calcola così:local search

 

prendete i click , quindi in questo caso 174, moltiplicateli per 100

174 x 100 = 17400

divideteli ora per il numero di visualizzazioni complessive

17400 / 5426 = 3,20

questo numero è la percentuale di quelli che, otlre ad avervi visto, hanno fatto un azione ulteriore. Un azione per Google è visualizzare il sito web, effettuare una telefonata, o attivare il navigatore di Google Maps.

Ora, per quello che ho visto io la media nel settore ristorazione su un campione di qualche decina di ristoranti ( che è basso lo so, ma è un valore indicativo di zona ) si aggira dall 1,1% al 1,4%, quindi in questo caso, essendo il CTR del 3,2% , questo ristorante sopra sta performando molto bene.

Bonus 1: Recensioni on line

Se hai un locale, probabilmente saprai già di quanto siano importanti: la web reputation è uno dei fattori chiave del successo di una attività, e anche se alcuni siti non sono proprio il massimo della trasparenza, gli utenti iniziano ad acquisire una maggiore consapevolezza e utilizzare i motori di ricerca per avere conferme circa la loro scelta. Se siete tra la top 10 di tripadvisor e su Google Maps non c’è traccia di recensioni, forse qualcosa che non va c’è e, nel dubbio, il vostro potenziale cliente potrebbe scegliere un altra opzione. Una delle paure di chi deve scegliere un ristorante è infatti quello di “sbagliare posto”. E’ importante quindi curare nell’aspetto tutta la web reputation della vostra attività, rispondendo a tutti e anche alle recensioni negative in modo gentile ed esauriente, così che chi leggerà la risposta da parte del titolare si sentirà rassicurato. Inoltre un altra mossa intelligente è quella di mettere quante più informazioni possibili su ciò che fate, come menu, fotografie dei piatti e dei cocktails, prezzi, etc. Più informazioni metterete e meno saranno i dubbi che avrà un potenziale cliente per scegliervi!

Se non hai un locale e ti occupi magari di un negozio o di un altro settore, sei invece avantaggiato: le recensioni sono meno popolari ( ma lo saranno presto!) e puoi facilmente spiccare nel mucchio con diverse recensioni positive quando i tuoi competitors non ne hanno nemmeno una, e chi vi cerca online su Google sarà così maggiormente rassicurato, contattandovi con maggiore facilità.

Altra cosa da sapere, per Google servono almeno 5 recensioni per far comparire le “stelline” sull’elenco dei risultati di ricerca. Un metodo potrebbe essere quello di chiedere ai vostri clienti di raccontare la loro esperienza su Google Maps. Meglio che ci siano recensioni piuttosto che non ci siano. Quelle positive vi presenteranno meglio e faranno si che quelle meno positive si perdano nel mucchio di buone recensioni.

 

BONUS 2: Siate consapevoli!

Un altra questione importante è quella di iniziare a sviluppare una piccola cultura digitale, se sapete di conoscerne poco in merito. Sarebbe veramente tutto più semplice: voi risparmiereste un sacco di denaro e potreste decidere come sviluppare la vostra strategia digitale in modo più consapevole. Purtroppo, la maggior parte di titolari d’attività crede che internet sia utile ma allo stesso tempo è visto come un qualcosa separato dalla vostra attività: non lo è! Fatevene una ragione, le persone vi cercano su internet e se non ci siete e se non siete più visibili dei vostri competitor, l’utente medio sceglierà i vostri concorrenti, così come fate voi quando cercate su Google qualsiasi cosa.

C’è una frase di Tim Cook che mi piace particolarmente, e dice “l’eccellenza è diventata consuetudine”. Questa frase secondo me può essere applicata anche all’attuale momento storico. La crisi, o presunta tale, ha spazzato via chi non soddisfava standard minimi di qualità e valore sul mercato. La differenza la fa poi il modo in cui si comunica, il modo in cui si interagisce con il proprio pubblico, il modo in cui ci si fa vedere per quello che si è, e via dicendo.

[Tweet “”L’eccellenza è diventata consuetudine” Tim Cook”]

Essere consapevoli inoltre significa poter controllare anche chi lavora per voi, analizzando i risultati e capire quando una cosa serve o quando è inutile. Infatti, quando spiego il mio servizio StreetView e LocalSearch mi è capitato anche di recente di vedere una scheda non ottimizzata oppure non vederla proprio (e magari avere un sito web). La risposta è “ah! Allora adesso parlo con chi mi ha fatto il sito web/chi mi cura la parte web e vediamo“.
E qui altro punto: fate come credete , ma pensare che avere un sito web sia più importante di essere sulle ricerche Google è sbagliato: non lo è! Avere un sito web perchè “s’ha da fare” non vi servirà a nulla, se non sapete cosa farne, se non avete una strategia di cosa comunicare tramite il sito. Really?! Eh già!

posizionamento Google maps

 

A dimostrazione di quanto dico, provate a cercare su Google il sito web di un cliente per categoria o parole chiave, come ad esempio “ristoranti vegani a fano”, ma potrei farne con molti altri:

ristorante vegano a fano

Il primo risultato per ristorante vegano è il ristorante Ma Li a cui ho ottimizzato la scheda lo scorso mese. La cosa curiosa è che Ma Li ad oggi non ha ancora un sito web! Siete ancora così convinti che avere il sito web sia così fondamentale? 🙂

Oltre a questo, c’è una naturale tendenza di alcune web agency a voler controllare l’intero budget del cliente e spenderlo solo attraverso di loro, bocciando qualunque proposta o soluzione esterna. Questa frase mi costerà qualche antipatia, ma la verità è che si dovrebbe fare per primi gli interessi dei loro clienti, non dei propri partners, e dare valore alla presenza online.

Dubbi? Domande? Consigli? O semplicemente non sei convinto? Parliamone: nel mio gruppo Facebook trovi anche specialisti del web che saranno lieti di dire il loro punto di vista. Ti aspetto!

 

Perchè tanti ristoranti investono (saggiamente) su Google Maps?

Questa estate ho targetizzato molti ristoranti della mia zona invitandoli ad ottimizzare la loro presenza nelle Google Maps. I risultati, che potete leggere oltre che in questo articolo, anche nelle recensioni che mi hanno lasciato, sono molto interessanti. Vediamoli assieme:

Quante persone effettuano ricerche su Google per ristoranti?

Per scoprirlo, mi sono affidato ad Adwords Express, la pubblicità di Google a livello locale. Il funzionamento è molto semplice: in base al budget e al volume di ricerca per la categoria scelta (hotel, ristorante, salone di bellezza, ecc ) , Google ti mette come prima soluzione come annuncio sponsorizzato. Durante la pianificazione, Adwords ci fa una stima di quante persone fanno ricerche per quella categoria nell’arco di un mese, e su Senigallia + 25 km abbiamo ben 33 mila persone di pubblico potenziale.

Senza titolo-1

Su questo pubblico potenziale, in quanti vedono una determinata attività? La risposta qui di seguito: ho preso alcune statistiche delle schede dei miei clienti, alcuni più grandi, e quindi con un volume di ricerca superiore, altri più piccoli, con volume di ricerca minore. La cosa interessante è che sono tutti comparsi diverse migliaia di volte nei risultati di ricerca Google, ottenendo centinaia di click per indicazioni stradali, click a sito web o telefonate. Not bad!statistiche google mybusiness

“Ma la gente sceglie il ristorante dalle recensioni su tripadvisor”

Sono in tanti a sostenere che le persone scelgono dove andare a cena su tripadvisor. Non c’è dubbio che il noto gufetto verde sia un servizio piuttosto popolare, ma c’è una grossa fetta di utenza che non usa tripadvisor e non gliene frega nulla di leggere recensioni scritte da persone che non si sa chi sono.  Trustpilot (clicca per vedere)  è un sito che testa l’affidabilità di siti e brand: inserendo tripadvisor.it, scoprirete che circa una persona su tre ritiene totalmente inaffidabile i contenuti:

2015-08-20_12h48_19

A questo va aggiunto il fatto che, quando si sceglie un ristorante, è un po’ poco intelligente basarsi su una classifica come quella di tripadvisor che mette insieme piadinerie, ristoranti di carne e di pesce che per loro natura sono completamente diversi sia in termini di clientela che di prodotti, occasioni e servizi offerti. A questo va aggiunto poi che molte persone amano cercare e scoprire nuovi locali senza pregiudizi.

Farsi trovare, e farsi preferire

Le recensioni in generale ( quindi anche quelle su Google e Facebook ) sono molto importanti, ma non sono l’unico strumento che conta. Nei miei servizi cerco sempre di valorizzare a pieno tutti i punti di forza del ristorante facilitando il lavoro dell’algoritmo di Google quando, per una query di ricerca, propone un’attività piuttosto che un’altra. Ecco qualche esempio:

2015-08-20_12h54_41-0008

Le persone che cercano su Google, trovano un’attività in 3 modi:

  • Ricerca diretta : ad esempio cercando ” mascalzone senigallia “
  • Ricerca per categoria : ad esempio cercando ” ristorante con discoteca senigallia “
  • Esplorazione delle mappe o inconscia ( stava cercando altro e trova la vostra attività )

A differenza di Facebook, Google per sua natura si basa sulle ricerche e molti utenti non conoscono ancora la vostra attività. Nei miei servizi, questa ottimizzazione della Local Search è fondamentale per raggiungere coloro che cercano non una attività per nome ma una attività per categoria:

2015-08-20_12h54_00-0007 2015-08-20_12h57_23-0009

acquapazza senigallia

Naturalmente non è sempre possibile mettere in prima pagina una attività per una determinata query, ci sono decine di fattori che incidono nell’algoritmo di Google,  in alcuni casi occorre più tempo, in altri occorre lavorare sul sito web, ma comunque quello che occorre sapere è che avere il Virtual Tour Google senza avere una scheda perfettamente ottimizzata e valorizzata è piuttosto inutile: significa non mostrare la vostra attività a chi non vi conosce ancora. Anche se all’apparenza è tutto chiaro e semplice, per una corretta strategia di Local Search ci sono tanti aspetti da dover conoscere per ottenere il massimo rendimento : si passa dal conoscere il comportamento degli utenti in relazione alla vostra attività alla struttura del sito web a come scrivere determinate informazioni in modo coerente e consistente.

Presentarsi al meglio

Una volta che un ristorante riesce a essere ben visibile, occorre essere in grado di presentarsi al meglio valorizzando tutti i punti di forza, utilizzando le immagini panoramiche per raccontare un’attività. E cosi….

2015-08-20_16h54_26

da Sailors Club cenate in tranquillità con i piedi sulla sabbia mentre i bambini giocano ( clicca nella foto per vedere il tour ) 

2015-08-20_16h55_08

al Ristorante Seta potete esplorare l’esperienza di una cena casereccia a base di carne con il cuoco a vista che cucina per voi ( clicca nella foto per vedere il tour )  2015-08-20_16h55_24

all’acquapazza potete esplorare l’allestimento matrimoniale della sala interna e esplorare tutta la struttura ( clicca nella foto per vedere il tour )  2015-08-20_16h55_39

al raggiazzurro cenate sul lungomare guardando il mare  ( clicca nella foto per vedere il tour ) 

2015-08-20_16h57_01

al Mascalzone l’ho fotografato al mattino presto per evitare di riprendere troppe persone e concentrando l’attenzione sulla bellezza del locale ( clicca nella foto per vedere il tour ) 

Conclusioni

Avere una presenza ben curata, valorizzando tutti i punti di forza anche con immagini ad alta definizione di piatti di ristorante e staff,  aiutano l’attività a farsi preferire rispetto ad altre attività concorrenti. Se funziona davvero? Chiedetelo ai miei clienti, oppure leggete le recensioni sulla mia pagina facebook o qui sotto:

“Complimenti per la competenza, disponibilità, professionalità!! La collaborazione che abbiamo avuto per Google view interni è stata molto proficua! Grazie Andrea”

Sandro Frulla, Ristorante Raggiazzurro, Senigallia

“Sono molto soddisfatta del lavoro fatto per me e ti ringrazio dei tuoi sapienti consigli!! Molto professionale ed onesto… Avanti tutta, sei in gamba!!!”

Simona Pomoni, America Graffiti Diner Restaurant, Senigallia

“Andrea sei un grande!!!grazie per l’ottimo lavoro svolto nella mia attività …e’ stato apprezzato da molti miei clienti!!”

Emanuela Morbidelli, Ristorante El Gatt, Marotta

Professionale, disponibile e simpatico…gran persona e gran servizio, grazie mille!”

Thomas Piersanti, titolare, Lo Zodiaco 2.0, Torrette di Fano

“grazie Andrea per la tua disponibilità e professionalità ottimo investimento!!!!”

Davide Spadacini, Titolare, Bar Davide, Marotta

“Ho conosciuto Andrea e posso soltanto dire un ottima persona di grande disponibilità nel suo lavoro e programma innovativo”

Marco Dellavedova, Titolare LOL Food&drink connection

“…professionalità e disponibilità eccellenti per Andrea…. davvero bravo fotografo e brava persona”

Matteo Mandolini, titolare, Ristorante Stop & Go

“Ottimo professionista cordiale e molto disponibile. Ci ha fatto un bel lavoro su Google”

Stefano Gaggia,  titolare, Ristorantino da Santin

vuoi leggerne altre? clicca qui

Iscriviti nel mio gruppo dedicato alla Local Search su Facebook: https://www.facebook.com/groups/andreacarli/

Dubbi? Domande? Lasciami i tuoi dati per essere ricontattato senza impegno:

    Il tuo nome (richiesto)

    La tua azienda (richiesto)

    Telefono (richiesto)

    Quando preferiresti essere ricontattato? (richiesto)

     

     

    Buy With Google, la rivoluzione nelle ricerche per i negozi

    buy with google

    A breve il colosso del web inserirà il pulsante ” compra ” nei risultati di ricerca su mobile, per poi inserirlo anche nelle ricerche da desktop. Questo pulsante ha un grosso significato e cambierà nel lungo periodo la nostra esperienza di navigazione: se finora abbiamo utilizzato Google come mezzo per trovare altri siti su cui raggiungere il fine ( come ad esempio acquistare un prodotto ), a breve i passaggi “cerca-trova-compra” le compieremo direttamente all’interno del sito Google:

    Come funziona?

    L’utente, cliccando sul pulsante compra, verrà reindirizzato su una pagina di Google dove potrà decidere caratteristiche dell’oggetto e procedere al saldo tramite Google Wallet e le diverse forme di pagamento che la piattaforma pubblicitaria mette a disposizione. Il bene sarà comunque venduto e spedito direttamente dal rivenditore, che ha pagato Google per l’inserzione per campagne PPC. La cosa interessante è quindi che Google guadagnerà dal click singolo dell’utente nei risultati di ricerca, e non ci saranno commissioni come avviene invece per Amazon ed Ebay. Il modello di business non cambia, almeno per ora: alcuni osservatori fanno notare che sugli schermi degli smartphone c’è meno spazio per far comparire inserzioni e gli utenti tendono a utilizzare le app di rivenditori come Amazon o Ebay, dove l’acquisto appare più semplice, scavalcando così Google.

    Cosa cambia in ambito locale?

    Questa di fatto è una grossa opportunità per le attività, che possono così sfruttare un nuovo canale per iniziare a vendere online i propri prodotti, destinando un budget predefinito in advertising online e senza dover fare i conti tra commissioni  e intermediari vari, ma soltanto sulla base dei risultati delle campagne (che non è comunque poco). Qualcosa di simile tuttavia c’è già, ovvero Google Shopping, anche se di fatto attualmente reindirizza i prodotti mostrati nei risultati di ricerca al sito web dell’inserzionista, invece che intrattenere l’utente su una pagina Google. In ambito locale invece potrebbe essere interessante lo sviluppo di Google Express, ovvero il servizio di consegna a domicilio che già a San Francisco e in altre città americane è già attivo, servendo cosi 7 milioni di persone e offrendo loro la consegna in giornata delle merci.  Quindi, se state iniziando a pensare a vendere online, il tasto buy with Google rappresenta un aiuto notevole per semplificare le cose, e sarà interessante rimanere sintonizzati e vedere gli sviluppi.

    Considerazioni personali

    Questo fatto può rappresentare un cambiamento importante per l’azienda che fin’ora si è limitata a incassare cifre da capogiro da altri siti che erano ben felici di pagare Google (tramite Adwords) per essere ben posizionati nei risultati. Un uso sapiente di questi strumenti, uniti a budget pubblicitari elevati, ha creato colossi come Amazon, Ebay e Booking, ecc. Google è in una posizione dominante in questa partita e sa di poter fare il bello e il cattivo tempo decidendo chi e come deve stare su Internet: non è solo un motore di ricerca ma è la rete, ovvero tutte le ricerche online passano attraverso Big G, e la nostra esperienza di navigazione spesso inizia dalla home page del browser, che è Google.it. Sembra quindi che Google si stia “stancando” di far guadagnare soldi sullo shopping online ad altri siti facendoli comparire grazie alla posizione che Google stessa concede loro, sapendo inoltre che i negozi sarebbero felici di non dare più commissioni a amazon e ebay ( dal 7 al 15 % per ogni acquisto ) e pagare Google solo per i click. Non è specificato se occorra un sito e-commerce per questa soluzione, ma probabilmente no. In un prossimo futuro quindi la vita si farà dura per Amazon, Ebay e Booking, ammesso che ne avranno ancora una.


     

    Se hai trovato interessante questo articolo, iscriviti nel mio gruppo dedicato alla Local Search : https://www.facebook.com/groups/andreacarli/ 😉

    Connect@you , il free wifi che funziona (e che fa fare bella figura)

    free wifi

    Oggi per un turista l’accesso a Internet è diventato fondamentale, in Italia tra cablaggi vecchi e linee ADSL lente abbiamo il nostro ben da fare, ma per fortuna ci sono servizi che permettono di recuperare un pò di terreno in materia proponendo sistemi all’avanguardia: lo scorso gennaio mi trovavo a Norcia per provare qualche prelibatezza locale al tartufo e ho così pranzato alla Taverna dei Priori. Dopo aver fatto l’ordinazione, tra una chiacchiera e l’altra volevo curiosare online per organizzare il pomeriggio, scoprendo però che il segnale del mio gestore in quel punto era scarso.

    Per curiosità ho allora provato a vedere se c’erano WiFi libere in zona, anche se ormai abituato (scoraggiato?) a lunghe trafile per poter navigare : “chiedi password, inserisci password, registrati online, inserisci tutti i tuoi dati, ecc” la voglia di continuare a navigare era poca. E invece, mi connetto alla rete wifi, in questo caso era tipo FreeWiFi@tavernadeipriori , il segnale era ottimo e la connessione immediata, e subito dopo mi compare una pagina tipo questa: Facebook CheckIn.

    connectatyou

    Ben sapendo che è necessario l’autenticazione di chi naviga per le reti WiFi pubbliche, non mi era mai comparso prima d’ora il sistema di autenticazione tramite Facebook,  e in questi casi la curiosità di provare la novità era elevata, più che altro per capire come funziona. Clicco sul Check-in, mi apre una pagina facebook dove mi chiede quali informazioni riceverà il wifi su di me e, se voglio, posso postare su facebook che sto navigando gratuitamente presso il locale in questione.

    connectatyou

    Con questo sistema, la maggior parte delle persone si sentirà in dovere di ricambiare la cortesia dell’attività che gli permette di navigare senza alcun costo, accettando ( è facoltativo ) a pubblicare il contenuto e menzionando il nome dell’attività (anche perchè diciamolo, c’è anche una buona parte di persone che si connette al WiFi solo per potersi registrare nei posti in cui si trova…). Vedi sotto:

    5

     

    Alla fine di questi due passaggi il sistema ci reindirizza alla pagina dell’attività dove l’utente può scegliere se mettere “mi piace” alla pagina, e continuare la navigazione. Il processo di connessione è semplice e l’esperienza di navigazione è ottima. Dal pubblico il WiFi è percepito come un servizio che dovrebbe essere offerto gratuitamente, e questo sistema permette la navigazione dei propri clienti con un sistema di autenticazione rapidissimo e che da inoltre un’ottima impressione per l’attività con un servizio semplice e funzionante . Offrire un servizio in modo gratuito, ma che poi non funziona come dovrebbe, fa storcere il naso ai clienti che sarebbero ben felici di usufruirne.

    2015-05-22_15h51_07

    Per i miei servizi come Google Business View, mi è capitato che qualche attività dovesse inserire il WiFi, e per questo motivo mi sento di suggerire questo sistema, che non è naturalmente l’unico, ma mi sembra quello più completo e che prevede anche un ritorno di comunicazione e marketing per l’attività. Infatti, a breve diversi locali a Senigallia stanno includendo il Free Wifi di Connect@you. I costi prevedono una tantum iniziale di installazione e un piano semestrale o annuale per il mantenimento e l’uso della fanpage e sono molto accessibili. Per eventuali approfondimenti vi rimando al loro sito internet: www.connectatyou.com


    Se hai trovato interessante questo articolo, iscriviti nel mio gruppo dedicato alla Local Search : https://www.facebook.com/groups/andreacarli/ ;)

    Come creare una scheda Google MyBusiness

    google mybusiness

    Come creare una scheda aziendale Google MyBusiness

    Hai un’attività e non hai ancora una scheda Google My business verificata  ? Ecco una mini guida su come crearla in modo autonomo e gratuitamente!

    Pronti? VIA! Collegati a google.com/business e rivendica la scheda aziendale

    google mybusiness

    Tutto quello che ti occorre è un account Google, (ad esempio una mail  @gmail.com  ), con il quale potrai gestire la scheda dell’attività. Fai click su inizia ora e inserisci il nome. Google controllerà se la tua attività è già presente nei loro database, e ti permetterà di rivendicarne la paternità.

    2015-04-08_22h33_45

     

    Per rivendicarne la paternità dovrai fare una verifica o via telefono o via posta. Se preferisci, posso aiutarti gratuitamente a verificarla senza dover aspettare l’arrivo della cartolina.

    2015-04-08_22h34_18

     

    Inserisci tutte le informazioni

    Completa la scheda, inserendo categorie, una breve presentazione, orari d’apertura, fotografie, un link al tuo sito web e\o facebook. Non sottovalutare nulla: tutto ciò che scriverai e inserirai servirà a far capire agli utenti e all’algoritmo di Google chi sei, cosa fai, e come lo fai.

    Assicurati che il pin sulla mappa sia posizionato correttamente

    chi userà il navigatore di Google Maps vi potrà raggiungere in modo più preciso possibile.

    2015-04-08_20h53_52

     

    Investi in un virtual tour Google Maps Business View

    Offri un’anteprima di ciò che fai verso chi ti cerca: in questo modo potenziali clienti potranno interagire con la tua attività, entrare in contatto e farsi un idea prima di recarsi di persona. E ti rimane per sempre!

    2015-04-07_22h24_59

     

    Crea la tua community e fai interagire i clienti

    Su MyBusiness puoi iscriverti alle community e discutere con persone reali di argomenti che ti riguardano: in questo modo la tua attività sarà vista come specialista nel settore e potrai ottenere una migliore impressione. Questo aspetto è utilissimo specie se hai un ecommerce : potrai interagire con un pubblico enorme semplicemente dando consigli o partecipando alle discussioni del tuo settore. Inoltre, mantieni aggiornato il profilo aziendale con foto di qualità ( presentarsi con belle foto o foto fatte con smartphone fa la differenza agli occhi di chi non vi conosce e capita per la prima volta sul vostro profilo! ) . Inserisci eventi, foto di menù, video, e quant’altro: questi contenuti a differenza di Facebook vengono indicizzati da Google e compariranno assieme all’anteprima della scheda aziendale. Per quanto riguarda i video puoi avere un account Youtube dedicato alla tua attività. Scrivi contenuti di qualità, non solo spam: so che su facebook è facile vedere molto spam, ma su Google è diverso, chi frequenta Google+ e magari è anche un vostro cliente avrebbe piacere di leggere ad esempio un consiglio gratuito o un qualcosa di utile.

    Scarica l’app mobile Google MyBusiness

    Con l’app di Google Mybusiness(android) o (ios) puoi aggiornare dal tuo smartphone o dal tuo tablet le informazioni della tua attività, caricarci le ultime novità, visualizzare tutte le statistiche relative alle visualizzazioni della scheda, cioè quante volte è comparsa la tua attività nelle ricerche Google. Infine, puoi anche rispondere alle recensioni che ti lasciano i clienti.

    Recensioni

    Le recensioni su Google sono molto importanti: in primis, sono uno dei principali fattori di ranking per la scheda Google MyBusiness, assieme all’anzianità e alla consistenza e coerenza delle informazioni. Assicuratevi di averne almeno 5 e di rispondere qualora ce ne fosse qualcuna non proprio positiva: una risposta del gestore tranquillizza chi legge un feedback non proprio eccellente riguardo l’attività. Ne avevo parlato qui. Altra cosa: le recensioni che lasciano i vostri clienti  fanno si che l’algoritmo proponga la vostra attività ai loro stessi amici, con una sorta di passaparola 2.0, e sopratutto su mobile. Naturalmente non bisogna aspettarsi miracoli, come dicevo qui Google cerca di fornire sempre la migliore risposta alla domanda di un utente,  ma un attività raccomandata e recensita da qualcuno fa automaticamente conoscere la Vs attività a nuovi contatti su g+.

    Mantieni aggiornato il profilo

    Questo aspetto è utile per informare il tuo pubblico sui tuoi ultimi arrivi o le tue ultime novità: se hai un negozio potrai informare ad esempio dell’arrivo di un nuovo prodotto o di una particolare promozione. Idem per i ristoranti inserendo così il menù di Pasqua o di Natale: chi vi troverà apprezzerà la possibilità di vedere le ultime novità in pochi istanti:

    Ricorda: 

    Google non chiama MAI per chiedere soldi o farti “salire” nelle posizioni o vendere servizi. Se hai ricevuto telefonate da qualcuno\a che si presenta col nome Google e leggi questo articolo del mio blog .

    Se vuoi stupire chi ti cerca su Google con un tour virtuale,

    lascia i tuoi dati qui per essere ricontattato!

     

    Leggi le recensioni di chi ha già svolto il servizio

    Tantissime attività tra Senigallia e Marotta hanno scelto me per la realizzazione del servizio: leggi che ne pensano

    30 giorni garanzia soddisfatti o rimborsati, nessun abbonamento, supporto gratuito + rimani sempre aggiornato nelle ultime novità e molto altro! Inizia da qui

    Virtual tour Google per locali, ristoranti, etc: a cosa serve e come realizzarlo al meglio

    Virtual Tour Google per locali e ristoranti: a cosa serve?

    In questo articolo approfondisco il servizio Business View di Google per le attività legate al mondo della ristorazione.

     

    virtual tour google virtual tour google virtual tour google virtual tour google 2015-02-26_21h19_52 (FILEminimizer) 2015-02-26_21h20_23 (FILEminimizer)

     

    Nei ristoranti, o più in generale nei locali come bar, pub, bistrò, piadinerie, locali per aperitivi, ecc è diventato fondamentale con internet trasmettere l’atmosfera e l’identità del locale, per permettere così di valorizzare tutti i suoi punti di forza . Uno dei miei compiti nelle fotografie 360° che realizzo è quello di estrapolarli e mostrarli al mondo, creando così un qualcosa di unico, altamente personalizzato ed efficace già in fase di scatto. Ad esempio, dal ristorante Seta (guarda il tour), abbiamo realizzato qualcosa di unico al mondo raccontando il loro punto di forza, cioè la cucina casereccia,  immergendo lo spettatore in una camminata virtuale che immedesimi gli utenti in una reale esperienza pre-acquisto. Il tour è stato successivamente promosso su facebook e gli utenti hanno dimostrato un grande interesse verso questa iniziativa, condividendolo e facendolo girare:

     

    Tra le altre, il titolare sapeva della possibilità di inserire gli interni del suo locale su Street View, ma quando gli ho spiegato la mia idea di raccontare la sua attività mostrando quindi loro stessi che preparano le loro specialità culinarie, ha subito accettato di fotografare l’attività, mostrandola tra le altre a un pubblico potenzialmente mondiale. Ma vediamo dove va a finire questo virtual tour:

     

    2015-02-11_20h42_34

    2015-02-11_20h42_49

    Ricerche degli utenti su Google

    Integrabile su siti web, facebook, materiali offline tramite codici qr, il virtual tour è integrato in tutto l’ecosistema Google, dalle ricerche vocali con Google Now a Google Street View e Google Earth passando per tutte le applicazioni che sfruttano la piattaforma Google.

    Ricerche ristoranti

     

    Il motore di ricerca propone loro una serie di risultati organici proponendo quelli che, in base a chi cerca, potrebbero essere quelli più indicati. Ricordo che l’obiettivo di Google in questo caso è quello di mostrare la migliore soluzione possibile per l’utente che sta cercando un ristorante, e NON di far vedere un ristorante piuttosto che un altro ( per quello c’è la pubblicità di Adwords Express ). Così, l’algoritmo di Google incrocia tutta una serie di dati e ne restituisce un elenco di risultati.  Il virtual tour fa parte di una di quelle cose che servono per migliorare proprio posizionamento, ma ce ne sono molti altri, come ad esempio l’anzianità della scheda, le recensioni, le fotografie, la presenza di un sito web, le persone che seguono gli aggiornamenti, la completezza e accuratezza delle informazioni, ecc. E’ importante non sottovalutare questi aspetti e muoversi per tempo, ottenendo così i migliori vantaggi.

     

    Immagine222
    ” ristoranti con foto attraggono il 73 % in più degli utenti” fonte: Tripadvisor

    Non si tratta solo quindi di fotografare gli interni con immagini 360° come quelle di Street View: il discorso è molto più ampio ed è legato a tutti quei aspetti del “dietro le quinte” che a primo impatto non ci si pensa: da alcune ricerche è emerso infatti che un utente con uno smartphone impiega meno di 5 minuti per scegliere un ristorante, e ci sono alte probabilità che,  andando su Google Maps, scarterà quelli che non hanno fotografie nella loro scheda aziendale di Google Mybusiness. In media un utente ne sceglie da 3 a 5 prediligendo quello che si presenta meglio o gli da maggiore fiducia. Secondo una ricerca interna di Tripadvisor, i ristoranti con foto belle attraggono il 73 % in più degli utenti. Avere quindi fotografie valide e d’impatto aiutano eccome nella decisione, e il virtual tour di Google, permettendo all’utente di interagire, fa aumentare il tempo con il quale un utente interagisce con la vostra attività e la fidelizzazione, potendo interagire liberamente. Concludendo, se l’utente rimane più tempo a interagire con la vostra attività le probabilità di scelta del vostro ristorante diventeranno davvero alte.

    2014-11-07 11.23.02 (FILEminimizer)
    tra uno con foto e uno senza, quale sceglierete a istinto ?

     

    L’importanza della fotografia

    A differenza di un negozio o uno showroom, dove l’attenzione ricade sui prodotti, per un ristorante (o un locale pubblico in generale) avere una bella immagine è l’unica cosa che conta. E’ per questo che quando ho fotografato il Mascalzone a Senigallia (guarda qui il tour) ho deciso di fotografarlo la mattina presto per sfruttare la rilassante luce naturale. In questo modo, lo spettatore si immerge in un locale già di suo molto bello e valorizzato con una luce morbida, percependo così un senso di relax e di pace.

    2015-02-11_21h27_07 (FILEminimizer)

    Quando ho fotografato Ristorante By Niko, il ristorante di proprietà dell Hotel Terrazza Marconi, ho deciso di mostrarlo invece al tramonto, sfruttando lo spazio esterno e facendo percepire al turista l’atmosfera di una cena all’aperto con vista della Rotonda al tramonto. Puoi vedere qui il tour.

    2015-02-07_11h28_22 (FILEminimizer)

     

    Con Alimentari Clementine abbiamo preparato tutto per presentare al meglio il locale, fotografandolo un po’ prima del tramonto (e quindi dell’aperitivo) per evitare di riprendere persone. Guarda qui il tour.

    2015-02-11_21h40_37 (FILEminimizer)

    Infine, con Ciro e Pio a Jesi abbiamo raccontato, oltre alla loro storica gelateria, anche quelle che sono le fasi produttive per fare il gelato (guarda il tour)

    2015-02-11_21h46_27 (FILEminimizer)

    Il virtual tour aiuta il posizionamento?

    Si: il virtual tour è uno dei fattori che incide nel posizionamento delle ricerche, ma come ho spiegato sopra non è l’unico. Ho investito molto tempo nel cercare di comprendere come funziona l’algoritmo di Google, e il loro obiettivo è quello di offrire il miglior servizio possibile al cliente che usa Google per cercare un’attività. E’ naturale quindi che il solo tour virtuale non possa far schizzare in alto un’attività sin da subito. Infatti, in un articolo su Moz.com, hanno analizzato alcune attività e hanno notato un incremento nel posizionamento nel medio-lungo periodo. Trovi l’articolo qui. C’è da considerare che ci sono tanti e diversi fattori che incidono sul posizionamento e quindi è impossibile fare una analisi precisa sul prima e dopo. Il fattore che incide maggiormente è l’anzianità unita alle recensioni che lasciano gli utenti su Google (quindi è sbagliato pensare solo a tripadvisor, quelle su Google sono ritenute più veritiere). Tramite il Google Account di GooglePlus, l’algoritmo mostra inoltre prima le attività visitate da amici che hanno fatto fotografie o lasciato recensioni: un pò come avviene su facebook quando ci mostra nella home le foto dove si sono taggati i nostri contatti. Potendo fare piuttosto poco per l’anzianità e per le recensioni ( se non invitare i clienti a lasciarle) possiamo invece fare molto nel cercare di completare e inserire tutte le informazioni, categorie, foto, orari, e tutte quelle attività che completano la scheda. Nei miei servizi includo anche una miniguida all’uso di Google Mybusiness: se avete a disposizione uno smartphone Android o IOS, potete scaricare l’app Google MyBusiness e caricarci ad esempio le foto dei menù. Al fine del posizionamento, avere una scheda verificata, ottimizzata, con informazioni coerenti e il virtual tour annesso è già una buona base di partenza, meglio ancora se collegata a un sito web, e meglio ancora se poi non l’abbandoniamo nel tempo e ogni tanto ci postiamo qualcosa, creando così un seguito di persone che ci seguiranno su G+.

    Continua evoluzione ma senza abbonamento

    In USA, i titolari di ristoranti che hanno puntato molto su Google e Google Maps hanno avuto una piacevole sorpresa lo scorso mese: potranno infatti offrire la possibilità di prenotare il tavolo direttamente da Google Maps sullo smartphone, grazie al servizio di opentable.com .

    BN-FK130_GoogMa_G_20141105164525

     

    Non è da escludere che in un prossimo futuro possa arrivare anche da noi, assieme a menupages:

    2015-02-11_22h38_49

    Con Google Maps, menupages e opentables, l’esperienza pre-acquisto diventa totale e chi vuole può ridurre veramente al minimo il rischio di trovarsi in un locale inadatto alle sue esigenze. Infine, con l’introduzione di Google MyBusiness, ormai qualche mese fa, sono state introdotte le statistiche di visualizzazioni, click e richieste di indicazioni stradali. Queste quella di un noto ristorante nella zona, giudicate voi i numeri:

     

    2015-02-11_22h34_29 2015-02-11_22h34_39 2015-02-11_22h35_03 2015-02-11_22h51_50

     

    Insomma, una continua evoluzione senza alcun abbonamento: il tour si paga una volta sola in occasione del servizio fotografico, ed è rinnovabile quando lo si desidera.

    Scegliere me come fornitore di servizi significa oltre, alla massima trasparenza, oltre alla qualità fotografica, oltre alla garanzia di 30 giorni, avere un partner per la vostra attività che vi terrà costantemente aggiornati sulle ultime novità. Inoltre, i miei vari collaboratori sono a vostra disposizione per chiarire o risolvere più nello specifico tematiche inerenti al web, siti internet e web marketing.

     

    Novità 04/03/2015

    Una novità di queste ore è che Google ha introdotto un nuovo strumento per la gestione delle foto all’interno della scheda aziendale Mybusiness. Comprendendo l’importanza che quest’ultime hanno per la promozione locale, le fotografie sono state suddivise in diverse categorie come “logo“, “foto degli interni“, “foto dell’esterno“, “foto di cibi e bevande“, “foto menu” , “foto del team” e “foto aggiuntive“.

    In questo modo per un potenziale cliente è possibile vedere direttamente le fotografie correlate al menu e dei piatti senza dover scorrerle tutte. Il tutto è gestibile dall’applicazione mobile “Google Mybusiness” o dalla dashboard di Google+. Naturalmente, tutti i miei clienti del settore della ristorazione saranno aggiornati gratuitamente alla nuova modalità per essere tra le prime attività a trarre beneficio.

    google mybusiness

    Vuoi anche tu includere la tua attività su Google Street View,

    con una strategia che porti clienti reali?

    Richiedi una mia consulenza dedicata gratuita qui !

    Virtual Tour Google per Showroom: a cosa serve e come sfruttarlo al top!

    In questo articolo spiego meglio a cosa serve e come è possibile sfruttare il virtual tour di Google per uno Showroom. 

     A cosa serve il virtual tour per uno Showroom?

    Che siano mobili, cucine, prodotti per aziende, esposizione di marmi, autosaloni, gioielli, ecc poco importa: se la tua attività ha uno showroom è probabile che tu abbia tutto l’interesse nel mostrarlo il più possibile ai tuoi potenziali clienti, in modo da poter vedere quali sono le tue realizzazioni e per prendere confidenza con esse.

    Con il virtual tour di Google, lo showroom verrà inserito in tutto l’ecosistema Google e nelle immagini panoramiche di Street View, consentendo quindi a tutto il mondo di poter interagire con esso e poterlo integrare sul vostro sito. E fin qui, se mi conoscete già o conoscete il servizio Business View, questo lo sapete già.

    Ci sono altre applicazioni però che abbiamo realizzato (e realizzeremo) insieme con Bonvini, arredatore per saloni di bellezza di Senigallia, che ha intuito subito le potenzialità di questo strumento per distinguersi dai concorrenti e fidelizzare chi è potenzialmente interessato nei suoi prodotti o servizi. Vediamole assieme:

    Come sfruttarlo al meglio

     

    Posizionamento

    Anche se non c’è da aspettarsi risultati miracolosi, il virtual tour fa parte di uno degli aspetti che aiuta al posizionamento nel medio\lungo periodo, specie se la scheda aziendale Google è verificata, collegata al sito web e gestita correttamente.

    I pannelli integrativi

    Tourmake è un interessante estensione che permette di aggiungere pannelli e aree descrittive all’interno di un virtual tour: applicandolo ad uno showroom, posso arricchirlo con descrizioni e informazioni per intrattenere il visitatore, spiegando di più su un particolare  prodotto e collegandolo magari ad un area dedicata nel sito internet. Guarda un esempio – Guardane un altro

    Il video walktrough

    La prima cosa che consiglio è quella di realizzarci anche un video walktrough che permetta di poter mostrare, offline e senza interazione dell’utente, lo showroom. Con Bonvini ne abbiamo realizzato uno che potreste guardare sotto e lo abbiamo inserito su Youtube collegando la scheda aziendale dell’attività a un canale Youtube dedicato, come si può notare dalla foto sotto. Può inoltre essere messo in riproduzione continua su televisori, magari in sale d’attesa, uffici o in fiere.

    screen della scheda aziendale Google di Bonvini
    screen della scheda aziendale Google di Bonvini

    A questo punto, mi sento in dovere di fare una piccola parentesi : è vero che molti considerano il social network di Google un “social desert” perchè in pochi lo usano attivamente, ma la realtà è che, essendo collegato realmente a cose che utilizziamo tutti i giorni come Google.it,  Google Maps, e Youtube, rappresenta uno strumento molto interessante per completare la propria presenza online e offrire a chiunque una risposta rapida alle informazioni che gli utenti cercano sul web.

    L’inserimento del video walktrough su Youtube fa in modo che chi ricerchi determinate parole chiave possa trovare anche un’anteprima dello showroom di Bonvini: semplice e rapido, durando poco più di 80 secondi chi è interessato ai suoi arredi può approfondire visitando con più calma il tour ( c’è il link nella descrizione )  o visitando il sito per trovare ulteriori informazioni.

     Pubblicità online con i video

    Se ad esempio utilizzate Adwords, il canale pubblicitario di Google per portare traffico al vostro sito web,  potreste pubblicizzare anche il video per portare traffico sul sito ( NB: è conveniente che sia realizzato appositamente per una video pubblicità sul portale, perchè deve intrattenere sin da subito).

    Dotare la vostra rete commerciale di questo strumento

    Altre applicazioni interessanti sono quelle di fornire a tutta la vostra rete commerciale di agenti, intermediari, rappresentanti, collaboratori un link immediato per visualizzare il tour e, in assenza di copertura di rete, utilizzare il video walktrough. In questo modo, quando sarete presenti a fiere, congressi, eventi, meeting e simili, voi potreste sfruttare il tour virtuale per mostrarlo a potenziali clienti, e utilizzando nuovi strumenti per promuovervi loro rimarranno piacevolmente impressionati e si ricorderanno più facilmente di voi.

    Raccontare con i video ciò che si fa e dare senso di trasparenza

    Sempre nel caso di Bonvini che realizza in Italia i suoi arredamenti per parrucchieri, abbiamo fatto un breve video che descrive le fasi produttive della loro fabbrica, per “raccontare” ciò che fanno, generando trasparenza e fidelizzazione, valorizzando così  il made in Italy e a chi ancora, sebbene tutte le difficoltà, mantiene la produzione in loco e riuscendo a garantire la massima qualità. In questo modo, chi ha visto lo showroom e potenzialmente vuol saperne di più, ha subito un altro strumento completamente diverso che spiega in appena 2 minuti le loro fasi produttive, mostrando come realizzano i loro prodotti a un pubblico potenziale di scala mondiale. Niente droni, orsetti che ballano, marmotte che confezionano la cioccolata quindi: in un settore specifico un potenziale cliente cerca informazioni semplici, rapide e precise su ciò che vuole sapere.

    Integrarlo nella comunicazione aziendale e di marketing

    Un altro modo per sfruttare a pieno i tour è quello di integrarlo nella comunicazione aziendale e marketing: volantini, brochure, riviste, email, bigliettini da visita sono un interessante opportunità in cui integrare il tour Google. La soluzione più immediata è quella di usare il servizio “url shortener”, sempre di Google, dove è possibile accorciare un link lungo come quello del virtual tour, facendolo diventare cosi: http://goo.gl/qGW4HN . Un link breve da un senso di ordine, efficacia e immediatezza ed è facilmente integrabile in articoli, pagine di siti web, descrizioni, facebook, e anche inserirlo in firma nelle mail aziendali o in tutto il mondo online . Per l’offline, invece, quindi riviste, bigliettini da visita, articoli di giornale, ecc  suggerisco l’uso dei QR code e che può ricollegarsi agli url shortener di cui ho parlato sopra. E qui vi svelo una piccola chicca, utile per gli analitici e che magari alcuni di voi già conoscono: con gli url shortener si può visualizzare anche quante persone hanno cliccato sopra il vostro link: basta infatti aggiungere il suffisso ” .info ” al vostro url breve, ad esempio  http://goo.gl/qGW4HN.info  e sarete reindirizzati ad una pagina con le statistiche di quanti click, da dove ecc, e potrete prendere li il QR code da stampare su materiale cartaceo\offline.

    2015-01-17_14h54_22
    statistiche di uno “short url” di una delle mie campagne di prova, per testare quanta gente ha cliccato

    Come scegliere il QR code giusto

    Il tour Google, se messo al centro della comunicazione e della strategia di marketing, dovrebbe essere anche aggiornato regolarmente per offrire contenuti recenti a chi lo visita. Va quindi compreso che inseriamo il QR nella brochure annuale, possiamo mettere il link direttamente al virtual tour, perchè il materiale cambia e possiamo cambiare di conseguenza anche il codice QR. Se invece lo mettiamo in un bigliettino da visita o in qualche materiale che non viene aggiornato periodicamente, è meglio mettere un altro link  che porta o a una pagina del nostro sito web ( con dentro il virtual tour ) oppure alla scheda aziendale Google. Questo perchè se ad esempio lo si aggiorna  una volta all’anno, nel bigliettino da visita rimarrà sempre il link attivo al primo tour (a meno che non si utilizzino servizi di QR code dinamici).

    Ci sono altre applicazioni specifiche interessanti, correlati ad altri prodotti di sviluppo web,  che non sto qui ad elencare essendo molto personalizzate e particolari, tuttavia, se ti è piaciuto l’articolo, dai un occhiata agli altri del blog oppure scopri di più sui virtual tour Google qui.

    Google Merchant: cosa è e a cosa serve

    In diversi dopo il precedente articolo, mi hanno chiesto in privato maggiori informazioni su Google Merchant, e ho deciso di approfondire la questione con un articolo dedicato sul blog:

    Cosa è

    Google Merchant è una piattaforma dove vengono caricati i prodotti di un negozio per essere venduti su Google Shopping, il canale di Google dedicato all’acquisto online e che va ad integrarsi nelle ricerche che fanno gli utenti. Cercando ad esempio “cartuccia HP 301″  su Google.it (vedi) e compariranno sulla destra i risultati relativi a Google Shopping, indicando in quale e-commerce posso acquistarle.

    2015-01-14_20h27_49
    Cercando un prodotto, vengono mostrati i risultati di Google Shopping.

     

    Questi risultati di norma reindirizzano l’utente sul sito di shopping online scelto per l’acquisto e sono caratterizzati da un costo di tipo pay-per-click (il negozio riceve un addebito solo quando effettivamente l’utente va a cliccare sul sito web dell’e-commerce).

    Una scoperta curiosa che ho fatto, e che quindi da idea del potenziale di questo prodotto, è cercando: “cartuccia hp 301” su Google Maps mi porta ad un negozio di Osimo – con un e-commerce – che ha disponibile la cartuccia nel loro negozio online. E’ interessante quindi scoprire che quello che noi cerchiamo, viene ricercato attraverso a tutti gli e-commerce affiliati alla piattaforma di Google Shopping.

    A cosa serve

    Agli utenti, serve per trovare un prodotto subito disponibile in qualche negozio  nei risultati delle ricerche relative a prodotti. Quindi, se ho bisogno di acquistare una Tv o un apparecchio particolare, posso trovare dove acquistarlo online in pochi secondi.

    Ai negozianti, serve per poter ampliare la loro attività facendo comparire i loro prodotti direttamente nei risultati delle ricerche che fanno gli utenti, aumentando così le vendite.

    E’ necessario avere un E-commerce per Google Merchant?

    Mentre che in USA, GB, FR, DE e altri paesi è possibile caricare il proprio inventario di prodotti per renderli disponibili all’acquisto nel negozio locale (vedi foto sotto, senza avere un e-commerce), in Italia, non essendo attivo il local inventory ads, per partecipare a Google Merchant occorre un sito web con un database di prodotti che rispecchiano gli standard della piattaforma per lo shopping online e quindi occorre realizzare una struttura molto simile ad un e-commerce.

    La differenza sostanziale è che con i local inventory ads chiunque può controllare la disponibiltà di un prodotto in un negozio nelle vicinanze in tempo reale. Pensate ad esempio quando vi finisce la cartuccia e dovete stampare qualcosa : potreste cercare su Google il modello della cartuccia e vi verrà indicato il negozio più vicino a voi, con il prodotto disponibile e in pronta consegna. Davvero un peccato che non sia disponibile qui in Italia ora e, come in ogni novità degna di nota, i miei clienti saranno i primi a saperlo !

    Macys-google-shopping-search-result1
    Come si presenta un prodotto con i Local inventory ads:

    E’ consigliabile avere un E-commerce?

    Dipende. Ci sono moltissimi fattori da considerare, perchè oltre alla creazione del sito (supponendo che sia fatto da professionisti) occorre considerare tutta la logistica per gestire ed evadere rapidamente gli ordini. Un acquisto online, se marcato come disponibile, dovrebbe essere consegnato all’acquirente entro 24/48h, per fare bella figura. Inoltre vanno considerati oltre agli investimenti iniziali, tutti i costi relativi al marketing  e all’inserimento su piattaforme terze, come Amazon, Google Shopping, Ebay, ecc e last but not least, quanto siete competitivi voi col vostro prezzo. Il che non significhi effettivamente che dovete avere il prezzo più basso, ma che dovete trasmettere più fiducia e tranquillità rispetto a un altro concorrente che magari ha il prezzo più basso, e questo può essere fatto tramite marketing educativo che spieghi attraverso video, blog, articoli, customer care che acquistare da voi è come acquistare in negozio, con la stessa consulenza dedicata e consigliandovi il prodotto più adatto per le vostre esigenze.

    Il virtual tour di Google aiuta?

    Il virtual tour aiuta eccome: ho decine di clienti che hanno un e-commerce e sfruttano il virtual tour per poter fidelizzare meglio con i loro potenziali acquirenti. Supponiamo infatti che qualcuno da Milano sia propenso ad acquistare in un e-commerce di Senigallia: oltre a  navigare sul sito, quello che fa è cercare informazioni e riferimenti che lo tranquillizzano prima di poter pensare seriamente all’acquisto. Si cerca quindi il nome del sito su Google per vedere se ci sono recensioni negative, se è una sede reale e c’è un numero telefonico, se un negozio è presente su Street View ( oppure l’indirizzo porta a un campo di pomodori… sai, non è il massimo della rassicurazione !). Offrire un virtual tour del negozio locale da quindi un senso di trasparenza e di tranquillità, facendo passare l‘immagine aziendale come affidabile e moderna, utilizzando nuovi servizi per coinvolgere gli utenti. In secondo piano c’è un discorso di completamento di presenza online e di cosiddetto “SEO organico” che migliora il posizionamento del sito e della scheda aziendale locale.

    Google Shopping Express

    Menziono questo servizio perchè, anche se attualmente è in test solo su San Francisco, rappresenta il completamento dell’esperienza d’acquisto dell’utente: dopo aver trovato tutto quel che occorre su Google Shopping, l’acquirente può decidere che sia Google stessa, con Shopping Express, a consegnarglielo a casa, in giornata. Ne avevo già parlato qui.

    Come dico a tutti i miei clienti, puntare su Google significa puntare a un futuro in continua evoluzione. Un primo passo lo puoi fare da qui!

    Come connettere negozi locali e clienti con il web?

    La ricerca di Google, condotta con Ipsos Media CT e Sterling Brands in ottobre 2014 mostra come internet possa connettere chi fa acquisti a chi vende prodotti o servizi sfruttando il web, sfatando 3 miti comuni associati allo shopping nell’era del digitale. Andiamo a scoprirli:

     

    1. Conta più il come, non il dove si compra

    Si tratta di dare più informazioni prima dell’acquisto. Quindi come ci si presenta su internet e la quantità e qualità di informazioni che si mettono online indirizzano i consumatori al negozio. Secondo questa ricerca, 3 shoppers su 4 che trovano utili le informazioni nei risultati di ricerca locali sono più propensi a visitare negozi.  Se trovo quindi orari d’apertura, posizione e disponibilità di un prodotto, solo 1 persona su 4 si terrà alla larga da un negozio fisico.

    Ecco quello che gli shoppers riterrebbero utile sapere nei risultati di ricerca locale per fare una visita un negozio:

     

    foto1-500x313

    Quello che c’è da imparare per i rivenditori è semplice: bisogna curare continuamente la presenza online e magari sfruttare nuovi strumenti come ad esempio i local inventory ads per esporre ai consumatori i prodotti disponibili in negozio in tempo reale. [ Su questo, Google Merchant Center, farò un post specifico, ne avevo comunque già parlato in relazione a Google Shopping Express]. Il Vice presidente di Marketing Strategy del Gruppo Macy afferma: “i local inventory ads (gli annunci promozionali locali relativi ai prodotti) ci aiutano davvero facendo visualizzare i prodotti effettivamente disponibili, in quel momento, in un negozio nelle vicinanze. Uno shopper può decidere di recarsi se vede che ci sono tre paia di scarpe in quel momento, del numero e del colore che vuole, in un negozio Macy che è a cinque isolati di distanza.” I rivenditori come Macy utilizzano questi annunci per aumentare la probabilità che un consumatore si rechi nel loro negozio e compri quel giorno.

     

    2. Difficilmente comprerebbero altrove, una volta in negozio

    Una volta entrati, il 42% delle persone cercano informazioni online, la maggior parte per approfondire o cercare ulteriori informazioni su un prodotto. Solo il 30% di questi cercherà dettagli dal sito web di un rivenditore diverso e comunque anche se troverà il prezzo più basso difficilmente acquisterà altrove. Una volta in negozio quindi è difficile, se avete prodotti disponibili e vi fate trovare bene, che un consumatore si rivolgerà alla concorrenza.

    Riassumendo, ecco come i clienti utilizzano lo smartphone in un negozio:
    foto2-500x277

    Cosa imparare: i negozianti possono usare la presenza online con sito web, applicazioni, blog e altro materiale per assistere i clienti in negozio. Ad esempio, Sephora sfrutta i telefoni dei clienti come personal assistant, tramite un app che permette loro di ricevere recensioni e consigli su un prodotto che è in negozio, facendo fare così un acquisto più deciso e convinto.

     

    3. Non una semplice transazione: qualità e personalizzazione dell’esperienza di vendita

    Chi compra in negozio vorrebbe più di un acquisto, e le loro aspettative sui rivenditori sono più elevate rispetto a prima. E’ importante quindi che il negoziante si mostri esperto in materia e sappia consigliare il meglio al cliente, informando e personalizzando l’esperienza d’acquisto. Questo significa avere coupon e offerte esclusive dedicate solo a un cliente, raccomandazioni per acquistare un prodotto specifico,  o fornendo raccomandazioni su cosa hanno comprato amici o parenti Il report non la cita, ma io aggiungerei anche l’importanza di una carta fedeltà ben strutturata per fidelizzare e accumulare clienti e avere un database di informazioni utili su ciò che compra una persona per personalizzare l’esperienza d’acquisto.

     

    foto3-500x299

     

    Il futuro dello shopping

    I negozi vincenti saranno quelli che connettono il mondo digitale con quello reale, sfruttando questi 3 punti come cardini sul quale realizzare future esperienze d’acquisto.

     

    Se vuoi mettere una prima pietra in questa direzione,

    la strada che puoi seguire è questa.

     

    Metodologia

    Ricerca condotta da Google, Ipsos MediaCT and Sterling Brands da Marzo a Maggio 2014, tra 6000 utenti smartphone di età compresa tra i 18 e i 54 anni.

    Fonti

    https://think.storage.googleapis.com/docs/how-digital-connects-shoppers-to-local-stores_articles.pdf

    http://www.aicel.info/notizie/google-merchant-center-disponibile-anche-in-italia-760.html

    http://www.localstrategy.it/digitale-e-negozi-fisici/