Google Merchant: cosa è e a cosa serve

In diversi dopo il precedente articolo, mi hanno chiesto in privato maggiori informazioni su Google Merchant, e ho deciso di approfondire la questione con un articolo dedicato sul blog:

Cosa è

Google Merchant è una piattaforma dove vengono caricati i prodotti di un negozio per essere venduti su Google Shopping, il canale di Google dedicato all’acquisto online e che va ad integrarsi nelle ricerche che fanno gli utenti. Cercando ad esempio “cartuccia HP 301″  su Google.it (vedi) e compariranno sulla destra i risultati relativi a Google Shopping, indicando in quale e-commerce posso acquistarle.

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Cercando un prodotto, vengono mostrati i risultati di Google Shopping.

 

Questi risultati di norma reindirizzano l’utente sul sito di shopping online scelto per l’acquisto e sono caratterizzati da un costo di tipo pay-per-click (il negozio riceve un addebito solo quando effettivamente l’utente va a cliccare sul sito web dell’e-commerce).

Una scoperta curiosa che ho fatto, e che quindi da idea del potenziale di questo prodotto, è cercando: “cartuccia hp 301” su Google Maps mi porta ad un negozio di Osimo – con un e-commerce – che ha disponibile la cartuccia nel loro negozio online. E’ interessante quindi scoprire che quello che noi cerchiamo, viene ricercato attraverso a tutti gli e-commerce affiliati alla piattaforma di Google Shopping.

A cosa serve

Agli utenti, serve per trovare un prodotto subito disponibile in qualche negozio  nei risultati delle ricerche relative a prodotti. Quindi, se ho bisogno di acquistare una Tv o un apparecchio particolare, posso trovare dove acquistarlo online in pochi secondi.

Ai negozianti, serve per poter ampliare la loro attività facendo comparire i loro prodotti direttamente nei risultati delle ricerche che fanno gli utenti, aumentando così le vendite.

E’ necessario avere un E-commerce per Google Merchant?

Mentre che in USA, GB, FR, DE e altri paesi è possibile caricare il proprio inventario di prodotti per renderli disponibili all’acquisto nel negozio locale (vedi foto sotto, senza avere un e-commerce), in Italia, non essendo attivo il local inventory ads, per partecipare a Google Merchant occorre un sito web con un database di prodotti che rispecchiano gli standard della piattaforma per lo shopping online e quindi occorre realizzare una struttura molto simile ad un e-commerce.

La differenza sostanziale è che con i local inventory ads chiunque può controllare la disponibiltà di un prodotto in un negozio nelle vicinanze in tempo reale. Pensate ad esempio quando vi finisce la cartuccia e dovete stampare qualcosa : potreste cercare su Google il modello della cartuccia e vi verrà indicato il negozio più vicino a voi, con il prodotto disponibile e in pronta consegna. Davvero un peccato che non sia disponibile qui in Italia ora e, come in ogni novità degna di nota, i miei clienti saranno i primi a saperlo !

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Come si presenta un prodotto con i Local inventory ads:

E’ consigliabile avere un E-commerce?

Dipende. Ci sono moltissimi fattori da considerare, perchè oltre alla creazione del sito (supponendo che sia fatto da professionisti) occorre considerare tutta la logistica per gestire ed evadere rapidamente gli ordini. Un acquisto online, se marcato come disponibile, dovrebbe essere consegnato all’acquirente entro 24/48h, per fare bella figura. Inoltre vanno considerati oltre agli investimenti iniziali, tutti i costi relativi al marketing  e all’inserimento su piattaforme terze, come Amazon, Google Shopping, Ebay, ecc e last but not least, quanto siete competitivi voi col vostro prezzo. Il che non significhi effettivamente che dovete avere il prezzo più basso, ma che dovete trasmettere più fiducia e tranquillità rispetto a un altro concorrente che magari ha il prezzo più basso, e questo può essere fatto tramite marketing educativo che spieghi attraverso video, blog, articoli, customer care che acquistare da voi è come acquistare in negozio, con la stessa consulenza dedicata e consigliandovi il prodotto più adatto per le vostre esigenze.

Il virtual tour di Google aiuta?

Il virtual tour aiuta eccome: ho decine di clienti che hanno un e-commerce e sfruttano il virtual tour per poter fidelizzare meglio con i loro potenziali acquirenti. Supponiamo infatti che qualcuno da Milano sia propenso ad acquistare in un e-commerce di Senigallia: oltre a  navigare sul sito, quello che fa è cercare informazioni e riferimenti che lo tranquillizzano prima di poter pensare seriamente all’acquisto. Si cerca quindi il nome del sito su Google per vedere se ci sono recensioni negative, se è una sede reale e c’è un numero telefonico, se un negozio è presente su Street View ( oppure l’indirizzo porta a un campo di pomodori… sai, non è il massimo della rassicurazione !). Offrire un virtual tour del negozio locale da quindi un senso di trasparenza e di tranquillità, facendo passare l‘immagine aziendale come affidabile e moderna, utilizzando nuovi servizi per coinvolgere gli utenti. In secondo piano c’è un discorso di completamento di presenza online e di cosiddetto “SEO organico” che migliora il posizionamento del sito e della scheda aziendale locale.

Google Shopping Express

Menziono questo servizio perchè, anche se attualmente è in test solo su San Francisco, rappresenta il completamento dell’esperienza d’acquisto dell’utente: dopo aver trovato tutto quel che occorre su Google Shopping, l’acquirente può decidere che sia Google stessa, con Shopping Express, a consegnarglielo a casa, in giornata. Ne avevo già parlato qui.

Come dico a tutti i miei clienti, puntare su Google significa puntare a un futuro in continua evoluzione. Un primo passo lo puoi fare da qui!

Come connettere negozi locali e clienti con il web?

La ricerca di Google, condotta con Ipsos Media CT e Sterling Brands in ottobre 2014 mostra come internet possa connettere chi fa acquisti a chi vende prodotti o servizi sfruttando il web, sfatando 3 miti comuni associati allo shopping nell’era del digitale. Andiamo a scoprirli:

 

1. Conta più il come, non il dove si compra

Si tratta di dare più informazioni prima dell’acquisto. Quindi come ci si presenta su internet e la quantità e qualità di informazioni che si mettono online indirizzano i consumatori al negozio. Secondo questa ricerca, 3 shoppers su 4 che trovano utili le informazioni nei risultati di ricerca locali sono più propensi a visitare negozi.  Se trovo quindi orari d’apertura, posizione e disponibilità di un prodotto, solo 1 persona su 4 si terrà alla larga da un negozio fisico.

Ecco quello che gli shoppers riterrebbero utile sapere nei risultati di ricerca locale per fare una visita un negozio:

 

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Quello che c’è da imparare per i rivenditori è semplice: bisogna curare continuamente la presenza online e magari sfruttare nuovi strumenti come ad esempio i local inventory ads per esporre ai consumatori i prodotti disponibili in negozio in tempo reale. [ Su questo, Google Merchant Center, farò un post specifico, ne avevo comunque già parlato in relazione a Google Shopping Express]. Il Vice presidente di Marketing Strategy del Gruppo Macy afferma: “i local inventory ads (gli annunci promozionali locali relativi ai prodotti) ci aiutano davvero facendo visualizzare i prodotti effettivamente disponibili, in quel momento, in un negozio nelle vicinanze. Uno shopper può decidere di recarsi se vede che ci sono tre paia di scarpe in quel momento, del numero e del colore che vuole, in un negozio Macy che è a cinque isolati di distanza.” I rivenditori come Macy utilizzano questi annunci per aumentare la probabilità che un consumatore si rechi nel loro negozio e compri quel giorno.

 

2. Difficilmente comprerebbero altrove, una volta in negozio

Una volta entrati, il 42% delle persone cercano informazioni online, la maggior parte per approfondire o cercare ulteriori informazioni su un prodotto. Solo il 30% di questi cercherà dettagli dal sito web di un rivenditore diverso e comunque anche se troverà il prezzo più basso difficilmente acquisterà altrove. Una volta in negozio quindi è difficile, se avete prodotti disponibili e vi fate trovare bene, che un consumatore si rivolgerà alla concorrenza.

Riassumendo, ecco come i clienti utilizzano lo smartphone in un negozio:
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Cosa imparare: i negozianti possono usare la presenza online con sito web, applicazioni, blog e altro materiale per assistere i clienti in negozio. Ad esempio, Sephora sfrutta i telefoni dei clienti come personal assistant, tramite un app che permette loro di ricevere recensioni e consigli su un prodotto che è in negozio, facendo fare così un acquisto più deciso e convinto.

 

3. Non una semplice transazione: qualità e personalizzazione dell’esperienza di vendita

Chi compra in negozio vorrebbe più di un acquisto, e le loro aspettative sui rivenditori sono più elevate rispetto a prima. E’ importante quindi che il negoziante si mostri esperto in materia e sappia consigliare il meglio al cliente, informando e personalizzando l’esperienza d’acquisto. Questo significa avere coupon e offerte esclusive dedicate solo a un cliente, raccomandazioni per acquistare un prodotto specifico,  o fornendo raccomandazioni su cosa hanno comprato amici o parenti Il report non la cita, ma io aggiungerei anche l’importanza di una carta fedeltà ben strutturata per fidelizzare e accumulare clienti e avere un database di informazioni utili su ciò che compra una persona per personalizzare l’esperienza d’acquisto.

 

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Il futuro dello shopping

I negozi vincenti saranno quelli che connettono il mondo digitale con quello reale, sfruttando questi 3 punti come cardini sul quale realizzare future esperienze d’acquisto.

 

Se vuoi mettere una prima pietra in questa direzione,

la strada che puoi seguire è questa.

 

Metodologia

Ricerca condotta da Google, Ipsos MediaCT and Sterling Brands da Marzo a Maggio 2014, tra 6000 utenti smartphone di età compresa tra i 18 e i 54 anni.

Fonti

https://think.storage.googleapis.com/docs/how-digital-connects-shoppers-to-local-stores_articles.pdf

http://www.aicel.info/notizie/google-merchant-center-disponibile-anche-in-italia-760.html

http://www.localstrategy.it/digitale-e-negozi-fisici/